Massimo Ranieri, qual è il suo vero nome e come è nato lo pseudonimo

Sapete qual è il vero nome di Massimo Ranieri? In questo articolo vi spieghiamo anche com’è nato lo pseudonimo

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Massimo Ranieri, qual è il suo vero nome (Fonte: Instagram)

Massimo Ranieri è uno dei cantanti più amati dal pubblico italiano. La sua carriera è iniziata molto preso, negli anni Sessanta, quando viene notato da Gianni Aterrano e diventa la spalla di Sergio Bruni. L’artista firma il suo primo contratto discografico a quindici anni ed esordisce prima con il nome d’arte Ranieri, al quale poi viene aggiunto Massimo. Partecipa subito a Canzonissima, poi a Cantagiro e a diciassette anni al Festival di Sanremo in coppia con i Giganti. Il primo successo, Rose Rosse, viene inciso, seguito da Se bruciasse la città. All’inizio degli anni Settanta, invece, pubblica il suo primo album e esordisce come attore nel film Metallo. Da quel momento l’artista sarà sia cantante che attore. La sua carriera è costellata di successi, che fanno di lui uno degli artisti più apprezzati in tutto il mondo.

Massimo Ranieri, qual è il suo vero nome

Il cantante è il quinto di otto figli. Cresce nel Pallonetto di Santa Lucia, zona popolare del quartiere napoletano di San Ferdinando, vivendo in una casa molto povera composta da un solo vano al quinto piano di un vecchio stabile. Già da piccolo si guadagna da vivere facendo svariati lavori, come il garzone di panettiere, il fattorino, il ragazzo di bottega, il commesso o il barista. Il vero nome del cantante è Giovanni Calone. Lo pseudonimo gli viene dato da Gianni Aterrano, che scopre l’artista nel 1964 in un bar, dove si esibiva per guadagnare da vivere. Ranieri in un’intervista ha rivelato: “Un discografico mi notò, mi propose di incidere un disco e mi offrì un anticipo di 200 mila lire. Nessuno in famiglia aveva mai visto una cifra simile”. Aterrano lo fa diventare spalla di Sergio Bruni, facendolo partire per gli Stati Uniti con il nome d’arte di “Gianni Rock”.

 

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La svolta arriva nel 1966, quando il pianista Enrico Polito, dopo averlo ascoltato, gli propone un contratto discografico con la CGD, che lo fa esordire a 15 anni, dapprima con lo pseudonimo Ranieri, a cui, dopo le prime incisioni, viene aggiunto Massimo. Lo pseudonimo viene scelto in quanto già noto alla memoria della gente per il richiamo al principe Ranieri III di Monaco.