Pino Daniele, triste retroscena sulla sua infanzia: a rivelarlo un amico di famiglia

Un amico di famiglia di Pino Daniele ha svelato un triste retroscena sulla sua infanzia: ecco cosa ha detto

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Pino Daniele, triste retroscena sulla sua infanzia: il racconto di un amico di famiglia (Fonte: Instagram)

Pino Daniele è stato ta i cantautori più famosi della musica italiana. È stato, inoltre uno dei musicisti più innovativi del panorama italiano. Nella sua carriera ha collaborato con numerosi artisti di prestigio tra i quali: Franco Battiato, Francesco De Gregori, Lucio Dalla, Ralph Towner, Yellowjackets, Mike Mainieri, Claudio Baglioni, Danilo Rea e Mel Collins. Ha aperto il concerto di Bob Marley a San Siro e può vantare anche di aver detto di no ai Rolling Stone. La sua musica porta con sé l’influenza del jazz di Louis Armstrong, di George Benson e soprattutto del blues. La sua passione per i più svariati generi musicali ha dato origine a un nuovo stile da lui stesso denominato “tarumbò”, con il quale si indica la mescolanza di tarantella e blues, assunti come emblema delle rispettive culture di appartenenza.

Pino Daniele, triste retroscena sulla sua infanzia

Giuseppe Daniele è nato il 19 marzo del 1955 a Napoli, nel quartiere Porto. Egli era il primogenito di sei figli. Il padre era un modesto lavoratore portuale. La sua infanzia è stata molto povera. Le condizioni della famiglia, infatti, non erano assai agiate. Secondo quanto riportato da un amico di famiglia, Giuseppe era così povero da non potersi permettere nemmeno la foto scolastica annuale. Il cantante frequentava la stessa classe di Enzo Gragnaniello, altro storico artista della scena napoletana e grande amico di Pino.

 

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La sua vita cambiò totalmente quando andò a vivere da due zie acquisite, Lia e Bianca. Queste gli offrirono una sistemazione decorosa e gli consentirono di continuare gli studi. Daniele si distinse già dalle elementari rispetto agli altri bambini per la costante attenzione all’ordine e alla cura di sé. Era profondamente appassionato alla musica fin da piccolo e si esibì per la prima volta a dodici anni in una festa di bambini, incappando in una stecca vocale. Tale episodio rivelò al giovane il significato autentico di cosa significasse stare su un palcoscenico. Frequentò l’Istituto Armando Diaz di Napoli dove si diplomò in ragioneria e imparò a suonare la chitarra da autodidatta, assorbendo dall’ambiente di contestazione sociale del Sessantotto molte delle istanze che ne guidarono l’espressione artistica negli anni successivi.