Valeria Solarino: “Non è nella mia natura”, coinvolgente confessione

“Non è nella mia natura”, la coinvolgente confessione di Valeria Solarino: la talentuosa attrice si è raccontata nel corso di un’intervista alcun mesi fa

Valeria Solarino confessione
“Non è nella mia natura”, coinvolgente confessione di Valeria Solarino (fonte getty)

Si è raccontata in un’intervista di alcuni mesi fa la talentuosa e bellissima Valeria Solarino: “Non è nella mia natura”, coinvolgente confessione sulla sua vita e sulla sua carriera. Cresciuta a Torino, la straordinaria interprete ha iniziato la sua carriera nel mondo artistico dopo aver portato a termine gli studi. Il suo esordio cinematografico arriva con “La felicità non costa niente” che fa in modo di farla conoscere al pubblico, trasformandola in un’attrice molto apprezzata. Nel 2005 la ammiriamo in “La febbre” insieme a Fabio Volo e, da quel momento, la sua ascesa è inarrestabile e diventa una delle interpreti più celebri e ammirate del grande schermo. Non solo, si dedica anche alla televisione, senza mai rinunciare al teatro. Qualche mese fa Valeria Solarino ha rilasciato un’intervista a “La Stampa” svelando alcuni dettagli della sua vita e carriera, ma anche del suo modo di essere. Vediamo cos’ha raccontato.

Valeria Solarino, coinvolgente confessione sulla sua vita

“Ho dei principi fondamentali nei confronti dei quali sono forte e decisa. Nelle relazioni personali sono molto più insicura. Timida, riservata, curiosa ma ho molto pudore e il mio carattere mi porta sempre a stare un passo indietro” ha spiegato l’attrice, parlando del suo modo di essere. “Non parlo a voce alta però mi piace chi lo fa, chi ti abbraccia, chi comunica fisicamente. Prendo tutto in modo molto pieno e mi metto in discussione sempre. Essere più spensierati aiuterebbe, ma non è nella mia natura” ha confessato. Poi, Valeria Solarino svela un ricordo commovente e coinvolgente del suo passato, una fonte di ispirazione dolcissima e straordinaria. “Devo molto a mio nonno materno che faceva il ferroviere. Ero bambina e, quando mi raccontava di come guidava i treni o aggiustava un pezzo che si rompeva, lo descriveva con gioia e aveva gli occhi lucidi perché era orgoglioso del suo lavoro” ha raccontato. “Trasmetteva una tale passione e pensavo: “voglio avere quegli occhi lì quando parlerò del mio mestiere”, perché il lavoro occupa la maggior parte della nostra vita e l’ho sempre considerato come una realizzazione di sé stessi” ha detto.

 

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Parole pregne di un’immensa dolcezza e di grande ispirazione, non trovate?