“Scemi da matrimonio”, intervista esclusiva a Mitch: “È successo di tutto e di più”

La redazione di Sologossip ha avuto la possibilità di intervistare, in esclusiva per voi lettori, Mitch Dj, del nuovo e divertentissimo programma “Scemi da matrimonio”: ecco cosa ci ha raccontato!

Mitch Scemi da matrimonio
La nostra redazione ha avuto la possibilità di intervistare in esclusiva Mitch Dj di “Scemi da matrimonio”: cosa ci ha raccontato (fonte 361comunicazione)

La redazione di Sologossip ha avuto il piacere di intervistare, in esclusiva per voi lettori, Mitch Dj, del nuovo e simpaticissimo programma “Scemi da matrimonio”. Il format, in onda su Tv 8, vede appunto Mitch e Gibba organizzare scherzi incredibili durante la celebrazione di veri matrimoni, con la complicità di uno degli sposi. Un programma davvero genuino, frutto delle reazioni spontanee di tutti coloro che si ritrovano, in modo inconsapevole, ad essere vittime dello scherzo. Non solo uno degli sposi, dunque, ma anche gli invitati alla cerimonia, amici e parenti, colti totalmente alla sprovvista. Un’idea geniale e innovativa, che tiene incollato il pubblico al piccolo schermo. Scopriamo cosa ci ha raccontato Mitch di “Scemi da matrimonio”!

Sei un personaggio molto celebre e amato, raccontaci com’era da bambino?

Un sognatore. Un bambino sognatore, sono sempre stato un sognatore. Ed è la forza che ancora oggi mi contraddistingue. Perché nonostante continui a ricevere, magari anche attualmente perché ci sta, porte in faccia, alla fine se sei un sognatore cerchi sempre di guardare avanti e hai lo stimolo per continuare a credere nei tuoi sogni.

Hai studiato come geometra?

Sì, ho cambiato tre scuole in verità. Poi sono arrivato alla fine a diplomarmi come geometra. Ero indeciso. L’orientamento scolastico mi aveva indirizzato per le magistrali, però all’epoca non è che mi attirasse più di tanto. Cercavo complicità con gli amici e sono andato al liceo scientifico, ma ero un sognatore, lo scientifico con la matematica, tutte quelle operazioni… non era il top. Poi sono passato a perito agrario, perché ho detto vabbè, a questo punto vado su qualcosa che mi fa stare vicino agli animali, la campagna. Poi da lì, son passato al geometra perché effettivamente, il dover infilare una mano all’interno del sedere di una mucca… non era tanto invitante. Però non ho perso neanche un anno.

Poi ti sei iscritto a Giurisprudenza.

Mi sono iscritto a Giurisprudenza, dove ho frequentato per due anni. Poi ho sc*****o con un docente perché non mi ha tenuto buono uno scritto. Siccome andavamo incontro all’estate e di fianco a me è arrivata una mia compagna a cui l’esame scritto l’ha tenuto buono, mi sono girati e ho lasciato lì il libretto con tutti i voti. Ancora è lì che grida: “Mincarelli, torni, si riprenda il libretto!”. Poiché all’epoca non c’era ancora il digitale, quando mi arrivò la cartolina non sono riuscito ad ottenere il nulla osta per non partire, non avevo più la documentazione e quindi son partito per il militare. Ho delle foto in divisa dove avevo questi capelli… anche lì si arrabbiavano, perché ovviamente c’era una disciplina, delle regole.

Come ti sei avvicinato alla radio e al tuo percorso artistico?

Alla fine è quello che faceva parte di me fin da piccolino. Ero un sognatore, non ti nascondo che andavo in giro con questa radio e registravo la mia voce su queste cassette dove presentavo i cantanti, cantavo io. Ero uno showman in versione mini. Tra una cosa e un’altra la mia voglia di portare a termine questo obbiettivo che era entrare nel mondo dello spettacolo mi ha dato la possibilità di poter fare tante cose. Perché la mia aspirazione era quella di comunicare, poi ho trovato forse un unico comune denominatore che riunisce un po’ tutto che è la scrittura. Musica, testi, programma: tutta roba scritta. C’è sempre stata la passione, riempivo la casa di post-it, ero uno dei pochi a scrivere il diario. Alla fine la mia voglia di comunicare e fare qualcosa che piacesse a me in primis. Io dormo pochissimo, dormo quattro ore più o meno a notte, ma faccio una roba che mi piace.

Com’è il rapporto con il pubblico?

Non ho tanti “haters” fortunatamente (ride ndr). Io li vedo come un gruppo di “amici”, nel senso che alla fine è una “famiglia” allargata. Non famiglia intesa come parentela, io sono molto attivo, ho mamme che mi scrivono di problematiche che hanno i figli. C’erano miei colleghi che ricevevano messaggi da ragazze che ci provavano, io avevo le mamme. Un po’ crocerossina al maschile. A me piace, sono io stesso che rispondo ai messaggi. Tante volte mi rendo conto di rispondere ad un messaggio di sei mesi fa, però rispondo a tutti. Non mi piace delegare qualcun altro. Mi dispiace per tanti che magari chiedono anche aiuto, ovviamente, sia a livello economico che per sensibilizzare l’opinione pubblica su determinate problematiche. Quando mi rendo conto che sono arrivato in ritardo dico “ca****ola!”. Se faccio questo lavoro, alla fine, è anche grazie a loro: alle persone che ti seguono.

C’è qualcosa di cui ti penti o che non rifaresti?

No, perché se sono quello che sono oggi è grazie anche alle delusioni e a tutte le problematiche che ho avuto in passato. Rimpianti… Io ho una mia concezione: mentalmente penso sempre di essere giovane, quindi ho la percezione di dire quello che non faccio oggi posso farlo domani. Mi piacerebbe far tante cose che non ho fatto, cose a cui ho rinunciato, ma le rinunce sono state fatte con la concezione di dire “lo farò più avanti”. Ne ho fatte veramente tante, sin da piccolino. Perché per credere in quello che ho portato avanti negli anni, anche il semplice non andare a giocare con gli amici nell’adolescenza… sono state piccole rinunce che mi hanno portato magari a mettermi di più a studiare. Diciamo che fino ad oggi va bene. Perché poi ci penso, guardo indietro e penso: ho fatto un botto di roba e non me ne rendo neanche conto. Ho fatto delle cose che erano impensabili e inimmaginabili soprattutto per un persona che non è raccomandato e arriva da una famiglia normalissima.

Io sono anche credente, ti dirò, tante volte ho questo “parlare” con il Signore che non è diciamo  “eticamente corretto”. Ti racconto questo aneddoto, in esclusiva proprio (ride ndr). Dovevo battezzare mio fratello e il prete non me lo voleva far battezzare. Perché quando gli dissi che parlavo con Dio, mi chiese: “Si ok, ma come parla? Viene in chiesa, frequenta?”. Io dissi: “No, io non frequento nulla… mi metto ogni tanto e parlo”. Mi fa: “Ma lei non è credente, non è cristiano… “. Ci stavo andando a litigare, poi alla fine ha acconsentito, però è stato un bel dibattito! Io che parlo con Dio credo sia un’esclusiva vera.

Ho avuto anche un’esperienza extracorporea. Per dei motivi che non sto a raccontare ho ricevuto un cazzotto, sono svenuto. Ho visto il mio corpo e tutta la scena da un’altra prospettiva. Cioè io vedevo realmente quello che succedeva ed ero cosciente di quello che era il mio percorso in quel momento. Quindi ho visto l’ambulanza, mi hanno caricato sull’ambulanza, mi sono risvegliato in ospedale ma io già sapevo tutto. Quindi c’è qualcosa di strano e inspiegabile.

Scemi da matrimonio
“Scemi da matrimonio”, il divertentissimo forma di Tv 8 (fonte 361comunicazione)

Com’è nata l’idea di “Scemi da matrimonio”?

In generale il matrimonio poi in Italia è quello che è più sacro. Dove anche la sposa cerca di far sempre qualcosa in più rispetto alla sorella, l’amica, deve essere tutto perfetto. E quindi è nato tutto per gioco, nel senso che si stava scherzando con Gibba e lui mi disse: “Guarda, perché non facciamo uno scherzo al matrimonio di questa persona”. In passato io addirittura scrissi un’idea di un format simile a questo dove però i complici erano gli sposi e facevano gli scherzi ai parenti. E lui con tanta semplicità mi disse: “Io ho già in mente il titolo, Scemi da matrimonio!”. Quando mi ha detto il titolo brividi, perché effettivamente era una genialata, nella sua semplicità è arrivo d’istinto e già racchiudeva l’idea del format. “Scemi da matrimonio” riprende un vecchio programma di Mengacci. Siccome fin da piccolino volevo fare televisione, lui faceva questo programma in cui seguiva le spose in giro per l’Italia. Un anno venne a Desio, mio nonno sapendo che volevo fare televisione, mi disse: “Sai che ti faccio un bel regalo, oggi andiamo a vedere una vera produzione televisiva”. Mi portò a conoscere Mengacci, ho l’autografo. Quando è uscito Gibba con questa cosa qua mi si sono accese tante cose emozionali all’interno, e ho avuto la percezione che fosse una cosa bella, innovativa. Noi siamo abituati, ad oggi, a vedere scherzi fatti ai vip, a persone conosciute. A persone sconosciute ci si limita alla “candit- camera”. Alla fine era un modo di valorizzare anche quello che poteva essere la persona comune, in un contesto importante che tutti nella vita hanno, come invitati o protagonisti, che è il matrimonio.

Quando c’è di improvvisato e quanto di studiato?

Si parte con lo studiato, con tutte le possibili criticità, valutiamo la narrazione della storia. Poi, ovviamente, come in tutte le cose, quando sei sul posto succede di tutto di più. Per la maggior parte delle volte cestini tutto e vai a braccio. La fortuna è aver trovato dei complici che comunque a braccio hanno un talento e sono riusciti a salvare tanti scherzi. Una criticità importante è che a differenza degli scherzi normali, dove la vittima è una sola, nel matrimonio tu hai la vittima che è il protagonista dello scherzo ma hai attorno una serie di invitati che sono vittime inconsapevoli. Non sai come può reagire il padre della sposa, il cugino, il fratello. Ci sono i parenti che intervengono, è successo di tutto e di più. Ci siamo resi conto che la gente, essendo parte integrante del matrimonio, hai la ragione del cognato, del cugino, vittime ignare. Però poi alla fine quando uscivamo che ci palesavamo, dicendo che erano in televisione, alla fine ci rendevamo conto che gli avevamo regalato un’emozione in più.

In base alla situazione attuale, con la quarantena, i matrimoni sono di meno e più difficili. Pensi che questo tipo di programma possa aiutare a “sdrammatizzare” la situazione che stiamo vivendo?

Sì, credo sia il programma giusto nel momento giusto. Lo sto vivendo proprio in prima persona perché tanti mi scrivono che ci voleva qualcosa di diverso, fresco, che facesse ridere. Credo che lo scherzo è qualcosa che è sempre piaciuto, se andiamo sul web ci sono influencer che sono diventati famosi così. Lo scherzo è virale, lo condividi. In questo momento storico credo che sia un’arma in più per regalare un po’ di spensieratezza a chi vuole.

Tu sei mai stato vittima di uno scherzo?

Sì, me lo hanno fatto Le Iene. Praticamente mi volevano tagliare i capelli in onda. Mi hanno invitato in trasmissione con la scusa di farmi un’intervista. Invece c’era la sedia da barbiere con il rasoio e tutto il resto. Ero un po’ teso perché non dovendomi tagliare i capelli un parrucchiere, ma all’epoca presentavano “Le Iene” Mammuccari e Ilary Blasi. Ho pensato se uno tra i due deve tagliarmi i capelli ho detto preferisco Ilary, magari è più dolce e sensibile a questo, perché Mammuccari mi avrebbe rasato a zero tutti i capelli.

Ci sarà una seconda stagione di “Scemi da Matrimonio”?

Dipende se ci saranno i matrimoni. A me piacerebbe, bisogna vedere se piace a Draghi!

Intervista a cura di Angelica Gagliardi