Denise Pipitone, “Errori nelle indagini”: le parole di Piera Maggio

Le dichiarazioni di Piera Maggio durante la scorsa puntata di Quarto Grado: cosa accadde secondo lei quando scomparve Denise.

Denise Piera Maggio
Caso Denise Pipitone, “Errori nelle indagini”: le parole di Piera Maggio (Mediaset Play)

Dopo l’ennesima cocente delusione che ha riguardato la pista russa, l’attenzione sul caso di Denise Pipitone non è calata, come accade ormai da quel lontano 1 settembre 2004. Accertato che Olesya Rostova non è la bambina scomparsa sedici anni fa a Mazara del Vallo, si continua a considerare altre ipotesi. Piera Maggio, che in questi lunghi anni non ha mai mollato, continua a gridare a gran voce le sue posizioni riguardo ciò che successe quel maledetto giorno in cui sua figlia sparì senza lasciare traccia. Intervenuta via telefono nella scorsa puntata di Quarto Grado andata in onda venerdì 16 aprile, Piera ha fatto delle importanti dichiarazioni. Vediamo nel dettaglio cosa ha detto.

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Caso Denise, torna a parlare Piera Maggio: “Chi ha fatto questo aveva intenzione di farlo”

Al telefono con Gianluigi Nuzzi, la madre di Denise ha espresso la sua opinione su cosa sia successo: “I rom non hanno rapito Denise. Forse la bambina è stata data ai rom successivamente, ma chi ha preso mia figlia sotto casa sapeva quello che faceva”. Convinta che la sua bambina conoscesse chi l’ha portata via, Piera ha detto: “Denise non era solita dare confidenza agli estranei. Probabilmente aveva già visto le persone che l’hanno portata via”.

Un rapimento eseguito con una chiara intenzione, ritiene quindi la donna: “Chi ha fatto questo aveva intenzione di farlo: non è stata una cosa improvvisata”. Ha poi raccontato che la piccola non stava giocando fuori casa da sola ma era nell’androne con il cugino e la nonna. Mentre stava ricorrendo il cuginetto è sparita.

Denise Piera Maggio
Denise Pipitone, “Errori nelle indagini”: le dichiarazioni di Piera Maggio (Mediaset Play)

Secondo la Maggio, ad aggravare la situazione sarebbe stato anche il modo sbagliato di fare le indagini: “Alcuni errori sono stati commessi per negligenza, altri di proposito e altri ancora per incompetenza”, dice. “Questa cosa è avvenuta in una provincia dove forse non si aspettavano il rapimento di una bambina… e magari non c’erano delle persone esperte che sapessero come muoversi”, ha aggiunto la donna.