Russia, picchia la ragazza in diretta fino a farla morire: Stas Reeflay condannato a sei anni di carcere

Russia, ha picchiato la ragazza, Valentina Grigoryeva, in diretta streaming fino a farla morire: lo Youtuber Stas Reeflay è stato condannato a sei anni di carcere.

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Uno Youtuber russo, Stas Reeflay ha ucciso la fidanzata in diretta streaming: condannato a 6 anni di carcere

Valentina Grigoryeva è stata uccisa, lo scorso dicembre, da ReeFlay, youtuber russo. Il 30enne era stato pagato dalle persone che lo guardavano in diretta streaming ed aveva come obiettivo infliggere violenza verbale e fisica alla donna. Nei primi rapporti, eseguiti in seguito la morte di Valentina, si sosteneva che la ragazza fosse morta assiderata. Il ragazzo infatti, durante la diretta, aveva chiuso all’esterno la ragazza nuda: le temperature erano ampiamente sotto lo zero. In seguito, gli esperti forensi hanno concluso che la causa del decesso è stata una ferita procuratole alla testa. A quanto pare quando Stanislav Reshetnikov ha riaperto la porta, la Grigoryeva era già morta.

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Russia, picchia la ragazza in diretta fino a farla morire: lo Youtuber Stas Reeflay condannato a sei anni di carcere

Lo Youtuber Stas Reeflay è stato condannato a sei anni di carcere in seguito l’omicidio di Valentina Grigoryeva. Una vicenda che mette i brividi quella di cui si torna a parlare, dopo mesi. Lo scorso dicembre lo youtuber russo ha picchiato e poi lasciato morire la fidanzata, lasciandola nuda sul terrazzo, in cambio di soldi. Tutto questo è avvenuto in diretta streaming.

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Si legge su Il Mattino che è stato uno degli spettatori in diretta a chiamare il servizio d’emergenza, dopo aver assistito agli inutili tentativi del russo nel tentativo di rianimarla. Secondo l’autopsia, la ragazza è morta a causa di un trauma craniocerebrale e lividi multipli sul viso ed emorragie dei tessuti molli. ReeFlay, secondo quanto si legge, ha ammesso di aver picchiato Valentina: è stato così condannato per “inflizione intenzionale di lesioni personali gravi, pericolose per la vita umana, commesse con l’uso di un oggetto usato come arma, con conseguente morte per negligenza della vittima”.