Covid, domanda di brevetto per un nuovo vaccino dalla Federico II di Napoli: si assumerà per via orale

Covid, presentata domanda di brevetto per un nuovo vaccino orale dalla Federico II di Napoli: i dettagli.

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Covid, presentata domanda di brevetto per un nuovo vaccino orale dalla Federico II di Napoli: i dettagli. (Fonte Pixabay)

Arriva dalla Nextbiomics, società spin off dell’università Federico II di Napoli, la domanda di brevetto per un nuovo vaccino anti Covid. Si tratta di un vaccino che, a differenza degli altri utilizzati finora, non si inietta, ma si assumerà per via orale. Inoltre non è a vettore virale, ma utilizza come vettore il batterio priobiotico Escherichia Coli Nissle 1917. In seguito, i dettagli.

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Covid, la Federico II di Napoli presenta domanda di brevetto per un nuovo vaccino: non è a vettore virale e si assumerà per via orale

Sarebbero già varie le case farmaceutiche interessate a procedere per la sperimentazione clinica, col fine di portare il nuovo vaccino sul mercato. Parliamo del vaccino per cui ha presentato domanda di brevetto la Nextbiomics, società biotech dedicata alla ricerca e alla sviluppo di probiotici di prossima generazione. La società, spin off dell’università Federico II di Napoli, ha messo a punto un nuovo modello di immunizzazione che, a differenza dei vaccini finora utilizzati, non è a vettore virale, ma si basa sulla ingegnerizzazione del probiotico Escherichia Coli Nissle 1917, esprimente la proteina Spike del SarsCoV2. È questa la differenza principale rispetto agli altri vaccini già autorizzati, che per il resto sono simili. Come spiega Giovanni Sarnelli, professore di gastroenterologia della Federico II e ceo della Nextbiomics, come gli altri vaccini, anche questo stimola la risposta immune contro la proteina Spike che il virus usa per infettare le cellule.

(Fonte Pixabay)

L’altra importante novità riguarda la modalità di assunzione: il nuovo vaccino, infatti, non verrebbe iniettato come gli altri, ma assunto per via orale, probabilmente in compresse. Ricordiamo che, anche in caso di approvazione del brevetto, il nuovo vaccino dovrà comunque essere sottoposto alla sperimentazione clinica, prima di arrivare sul mercato.