Denise Pipitone, telefonata sconcertante a Pomeriggio Cinque

Caso Denise Pipitone, emergono nuovi aggiornamenti: a Pomeriggio Cinque è stata mandata in onda una telefonata sconcertante.

Denise Pipitone
A Pomeriggio cinque è stata mandata in onda una telefonata dell’ex pm

Denise Pipitone è la bambina scomparsa a Mazara del Vallo, nel lontano 2004, presso la casa materna. Il caso è stato riaperto dopo 17 anni, dopo che una segnalazione arrivata dalla Russia, ha creato una certa attenzione intorno a questa difficile vicenda. Infatti, com’è noto, una ragazza di 21 anni, era giunta in una trasmissione, per cercare sua madre. Molti indizi si conciliavano con la piccola Denise, e per questo, è seguito il test del Dna. Test che ha poi riportato la non compatibilità.

Dopo 17 anni, il caso è stato riaperto, e in questi ultimi giorni, sono emersi nuovi indizi. Nella giornata odierna, a Pomeriggio Cinque, a parlare è stato l’ex Pm Angioini.

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Denise Pipitone, la telefonata dell’ex pm Angioini a Pomeriggio Cinque

Nella giornata odierna, a Pomeriggio Cinque, si è tornato a parlare del caso Denise Pipitone, la bambina scomparsa nel 2004, a Mazara del Vallo, presso la casa materna. Nel corso della diretta, è stato mandato un servizio, in cui a parlare è stata l’ex pm Angioini, in un’intervista telefonica.

“Essendo emersi più indizi, una pluralità di indizi nei confronti di altre persone, sempre di due nuclei familiari, che sono Corona, e nucleo Polizzi anche… l’unica ipotesi investigativa che ne tenga conto in maniera ragionevole è questa: che vi sia stato un primo intervento di persone che volevano fare male alla bambina. Il primo gruppo sarebbe stato mosso da risentimento con l’intenzione di fare male la bambina, il secondo, avvisato, sarebbe corso dov’era la bambina, poi l’avrebbe presa e portata via per proteggerla dal male fisico”.

Questa intervista telefonica è stata mandata in onda oggi pomeriggio, 17 maggio, a Pomeriggio Cinque. Inoltre, l’ex Pm ha concluso, dicendo: “Però, chiaramente, anche questo secondo gruppo non avrebbe avuto intenzione di denunciare il primo, e si sarebbe fatto giustizia da solo. Battista della Chiave è un teste attendibile…”.