Denise Pipitone, nuovo messaggio di Piera Maggio: “Ci sarà il giorno che qualcuno verrà a chiederci scusa”

Denise Pipitone, nuovo messaggio di Piera Maggio: “Ci sarà il giorno che qualcuno verrà a chiederci scusa”, il post condiviso sui social.

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Denise Pipitone, nuovo messaggio di Piera Maggio: “Ci sarà il giorno che qualcuno verrà a chiederci scusa”, il post condiviso sui social.

Continuano le indagini sulla sparizione di Denise Pipitone, avvenuta nel 2004 a Mazara del Vallo. I riflettori sulla triste vicenda si sono riaccesi qualche mese fa, in seguito ad una segnalazione proveniente dalla Russia, rivelatasi poi un nulla di fatto. Giorno dopo giorno, nuovi elementi emergono su quanto accaduto 17 anni fa e, ieri sera, una clamorosa novità è arrivata da Quarto Grado: sono stati iscritti al registro degli indagati Anna Corona e Giuseppe Della Chiave. E, qualche ora fa, è arrivato anche un nuovo messaggio di Piera Maggio, mamma della bambina scomparsa. In seguito, le sue parole apparse sul suo canale Facebook.

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Denise Pipitone, Piera Maggio sui social: “Forse sarà troppo tardi!”, il messaggio

“Verrà il giorno che qualcuno ci verrà a chiedere scusa, forse sarà troppo tardi!
Scusa… per tutto quello che abbiamo subito in questi anni, illazioni, allusioni, soprusi, angherie, bugie, mancanza di rispetto e tanto altro…” Queste le parole di Piera Maggio, apparse su Facebook qualche ora fa. La mamma della piccola Denise Pipitone non si è mai arresa, in questi 17 anni trascorsi dalla scomparsa della sua bambina.

 

Una scomparsa avvolta nel mistero, ma sono diversi i nuovi elementi emersi nelle ultime settimane. Oltre alla svolta annunciata ieri sera in diretta a Quarto Grado, un nuovo scenario è emerso anche grazie alla lettera anonima ricevuta dall’avvocato Frazzitta, legale di Piera Maggio, la scorsa settimana. Una lettera inviata da un testimone oculare, che dichiara di aver visto la piccola Denise in auto con tre persone.

Il testimone ammette di essere sicuro al 100 % di quanto ha visto e di non aver parlato prima per paura. Dati gli elementi nuovi, mai resi noti mediaticamente e riscontrabili presenti nella lettera, il testimone è ritenuto attendibile. Per questo motivo, sia l’avvocato che la famiglia di Denise hanno invitato più volte l’autore della lettera anonima a farsi vivo, affinché si possano scoprire nuovi elementi, che portino alla verità.