Tragedia Mottarone, il manovratore: “Ho un peso enorme sulla coscienza”

Tragedia Mottarone, il manovratore: “Ho un peso enorme sulla coscienza”, le parole di Gabriele Tadini.

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Tragedia Mottarone, il manovratore: “Ho un peso enorme sulla coscienza”, le parole di Gabriele Tadini. (Fonte Pixabay)

A circa una settimana dal terribile incidente sul Lago Maggiore, parla Gabriele Tadini, il manovratore della funivia Stresa-Mottarone. 64 anni, attualmente in isolamento nel carcere di Verbania, l’uomo ha ammesso di aver manomesso il sistema di emergenza dei freni. Come riporta La Stampa, l’uomo, diventato capo servizio dopo 40 anni di lavoro nella società che gestiva l’impianto, ha dato la sua versione dei fatti agli inquirenti. In seguito, le sue parole.

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Tragedia Mottarone, il manovratore: “La funivia funzionava a singhiozzo”, la sua versione dei fatti

Si chiama Gabriele Tadini ed è il responsabile del funzionamento della funivia Stresa-Mottarone. Attualmente in isolamento a Verbania in una cella di massima sicurezza, il manovratore ha spiegato cosa è successo durante un lungo interrogatorio con i carabinieri. “La funivia funzionava a singhiozzo, l’impianto idraulico dei freni d’emergenza aveva problemi, perdeva olio e le batterie si scaricavano continuamente. Dopo la riapertura del 26 aprile avevamo già fatto due interventi, ma non erano stati risolutivi”, dichiara Tadini, sottolineando che c’era bisogno di altra manutenzione.

“Tenere i freni scollegati permetteva alla funivia di girare. Mai avremmo potuto immaginare ce la cima traente si spezzasse. Era in buona condizioni, non presentava segni di usura. Quello che è successo è un incidente che non capita neppure una volta su un milione”, spiega l’uomo, definendosi pentito: “Mi sento un peso enorme sulla coscienza. Prego e faccio i conti con me stesso e con Dio”

(Fonte Pixabay)

Le vittime della strage: Eitan unico sopravvissuto

Nel terribile incidente, avvenuto nella tarda mattinata di domenica 23 maggio, hanno perso la vita quattordici del 15 passeggeri della cabina precipitata. L’unico superstite è il piccolo Eitan, di soli cinque anni, che nella tragedia ha perso la sua intera famiglia: mamma, papà, fratellino di due anni e bisnonni. Dopo alcuni giorni di coma indotto, il bambino si è finalmente svegliato ed è cosciente.