Francesco Pannofino, racconto drammatico: “Una raffica di colpi, sembrava un film”

Un racconto drammatico quello di Francesco Pannofino: “Una raffica di colpi, sembrava un film”, cos’è successo

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Francesco Pannofino, racconto drammatico: le sue parole a “Dedicato” (Fonte: Screen Rai Play)

Francesco Pannofino è uno dei doppiatori più famosi in Italia, nonché uno dei più apprezzati dal pubblico. Ha prestato la propria voce ad attori del calibro di Denzel Washington, George Clooney, Kurt Russell, Jean-Claude Van Damme e Wesley Snipes. Ha lavorato anche come attore e in queste vesti è salito alla ribalta grazie all’interpretazione del personaggio di René Ferretti nella serie televisiva Boris e nel film omonimo.

Nel corso della sua vita, però, Pannofino ha vissuto – suo malgrado – una scena drammatica. L’attore e doppiatore ha parlato di quella scena a Dedicato, programma condotto da Serena Autieri.

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Francesco Pannofino, racconto drammatico: le sue parole

Pannofino è stato ospite nella scorsa puntata di Dedicato, programma condotto da Serena Autieri su Rai 1. Nel corso della sua intervista, l’attore e doppiatore si è lasciato andare ad un racconto drammatico, che ha emozionato anche la conduttrice del programma.

Il 16 marzo 1978, mentre aspettava l’autobus sotto casa per recarsi a sostenere un esame di algebra, allora era uno studente di matematica all’Università La Sapienza di Roma, fu tra i testimoni oculari dell’agguato di via Fani, nel quale venne rapito Aldo Moro e assassinati i cinque uomini della sua scorta.

francesco pannofino doppiatore
Pannofino era presente in Via Fani il giorno dell’agguato (Fonte: Instagram)

“Era il 1978, avevo 20 anni e abitavo in via Fani” – racconta Pannofino a Dedicato – “Quella mattina mi si è rotto il motorino, per questo stavo andando a piedi alla fermata dell’autobus. Mi sono fermato in edicola a comprare un giornale, quando è partita una raffica di colpi. Mi sono riparato, sembrava un film, solo dopo ho capito quello che era successo”.

Su quest’esperienza, l’attore e doppiatore ha scritto anche una canzone, Il sequestro di Stato, divenuta in seguito il tema dei titoli di coda del film Patria di Felice Farina, che vede protagonista lo stesso Pannofino.