Cuori, la fiction è ispirata ad una storia vera? La verità: clamoroso!

Iniziata il 17 ottobre su Rai 1 la fiction Cuori con Daniele Pecci, Matteo Martari e Pilar Fogliati: la trama è tratta da una storia vera?

L’autunno di Rai 1 si è arricchito di una nuova fiction che già con le prime due puntate ci ha regalato emozioni a non finire. Merito dell’eccellente cast, composto da affermati attori dal talento ben noto al pubblico, ma anche della trama.

Cuori
Cuori, la fiction è tratta da una storia vera? La verità: clamoroso! (Rai Play)

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Cuori è ambientata nella Torino degli anni ’60 e racconta la storia del Primario Cesare Corvara, fondatore del primo reparto di cardiochirurgia italiano, del suo giovane assistente Alberto Ferraris e della cardiologa Delia Brunello, che essendo donna deve lottare il doppio per affermare il suo talento. Questi tre personaggi principali sono interpretati da Daniele Pecci, Matteo Martari e Pilar Fogliati.

Ciò che rende incredibilmente interessante la storia narrata è il fatto che essa sia tratta da fatti realmente accaduti: vediamo quindi quale fu la storia vera e come i due personaggi di Cesare Corvara e Alberto Ferraris si basano su personaggi vissuti per davvero.

Cuori, la vera storia su cui si basano la serie e i suoi personaggi

Non tutti sanno che le vicende dei medici protagonisti di Cuori sono ispirate ad un gruppo di medici che negli anni ’60 a Torino riuscirono ad innovare la cardiochirurgia studiando tecniche d’intervento mai sperimentate prima di allora.

Il cardiochirurgo a capo di questo team di medici era Achille Mario Dogliotti a cui si ispira il personaggio di Cesare Corvara, interpretato da Daniele Pecci. Dogliotti inventò l’anestesia epidurale, vera rivoluzione in campo chirurgico, e fu lui ad eseguire il primo intervento a cuore aperto della storia. Dopo aver studiato per dieci anni, nel 1951 Achille Mario Dogliotti riuscì a fermare il cuore di un paziente sottoposto a operazione tenendolo in vita con la tecnica della circolazione extracorporea, un macchinario che pompava sangue nel corpo durante l’intervento.

Non solo: Dogliotti mise a punto anche la tecnica della “ipotermia controllata”, che permette di abbassare la temperatura corporea per evitare danni al cervello che potrebbero verificarsi nel caso di operazioni molto lunghe.

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E per quanto riguarda il personaggio di Alberto Ferraris? Ebbene, anche lui si ispira ad un luminare della medicina realmente esistito. Parliamo di Angelo Actis Dato, considerato il padre del primo cuore artificiale. Scomparso nel 2012, in cinquant’anni di carriera ha operato più di 32mila pazienti.

Delia Brunello, invece, è frutto della fantasia degli sceneggiatori.

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Fonte foto: Rai Play

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