Luciano Ligabue, “Solo chi ci è passato lo capisce”: esperienza da brividi

Al Corriere della Sera, Luciano Ligabue racconta il drammatico episodio vissuto insieme alla moglie Barbara: un lutto che ha segnato entrambi.

In occasione dell’uscita prevista il 5 maggio della sua nuova autobiografia intitolata Una storia edita da Mondadori, Luciano Ligabue è stato intervistato dal Corriere della Sera. Al noto quotidiano il celebre rocker ha raccontato anche aspetti molto privati della propria vita di uomo oltre che di artista.

Luciano Ligabue
Luciano Ligabue, “Solo chi ci è passato lo capisce”: episodio da brividi (Credits: Instagram)

Intanto, per il mese di giugno è prevista una serie di concerti attesissimi: si partirà il 4 con l’evento dal vivo “30 Anni in un (nuovo) giorno”, che inaugurerà la RCF Arena a Campovolo e che ha già registrato il tutto esaurito. Poi a settembre sarà la volta di tre date all’Arena di Verona: 27, 29 e 30.

Ad ottobre invece Ligabue si esibirà in alcune tappe europee: 26 ottobre a Barcellona al Razzmatazz, 28 ottobre a Bruxelles al Cirque Royal e il 30 ottobre al Bataclan di Parigi. L’ultimo appuntamento del tour è fissato per il 31 ottobre a Londra all’02 Shepherd’s Bush Empire.

Luciano Ligabue, doloroso retroscena: il lutto di cui non tutti sanno

Raccontandosi a cuore aperto, Ligabue ha parlato della crisi attraversata dal punto di vista lavorativo: “Non mi andava di essere etichettato come rocker, di quelli costretti a girare sempre con gli occhiali scuri. Non mi andava di vedere i paparazzi pure a Correggio. Di farmi un nemico a ogni ‘non posso’. Di avere qualcuno dall’altra parte in attesa di qualcosa da me. Di sentire che avere successo significa svendersi”.

Ma c’è anche un altra fase molto dolorosa vissuta anni fa da lui e dalla sua seconda moglie Barbara. Come forse molti sapranno, Luciano ha avuto dal suo primo matrimonio con Donatella il figlio Lorenzo Lenny ed ha perso due gemelli.

Con l’attuale moglie invece è diventato padre di Linda. Purtroppo però ha perduto il figlio Leon nato morto. “Ce lo fecero vedere. Me lo ritrovai in mano: un affarino di un chilo”. Un dolore straziante, che portò Barbara ad una crisi profonda: “L’ho fatto seppellire in un cimitero che ha un angolo chiamato degli angeli. All’inizio la Barbara ci andava tutti i giorni. Si sentiva come se il suo corpo fosse diventato marcio, incapace di dare la vita… Un pensiero ingiusto, ma il suo “sentire” la faceva stare così. Solo chi ci è passato lo capisce”.

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Un retroscena molto triste il cui racconto non lascia certo indifferenti.