Malena racconta a Verissimo l’addio all’hard per assistere la madre: una scelta difficile tra affetti, critiche e nuovo equilibrio.
Filomena Mastromarino ha scelto di cambiare vita, senza mezze misure. A distanza di qualche tempo dalla scelta di cambiare vita è tornata a parlarne in televisione, ospite di Verissimo, raccontando il passaggio più delicato della sua storia recente: l’addio al mondo dell’hard, dove era conosciuta come Malena, per dedicarsi completamente alla madre.
Non una pausa, non un allontanamento temporaneo. Una decisione netta, maturata dentro un contesto familiare complesso. «Lei ha bisogno di me», ha spiegato, parlando delle condizioni della madre dopo un intervento. «Mi devo prendere cura di lei costantemente». Da qui la scelta di trasferirsi accanto a lei, per garantire una presenza continua, quotidiana.
Il racconto di Mastromarino è lineare, ma non semplice. Dietro quella decisione c’è un equilibrio personale che si è rotto e poi ricostruito. La priorità è diventata una sola: la famiglia. «Sono andata a vivere vicino a lei», ha detto, spiegando come la necessità di assistenza abbia reso inevitabile il cambio di rotta.
Un passaggio che, a suo modo, ha trovato anche una forma di approvazione. «Nessuna mamma sarebbe contenta di quel lavoro per la propria figlia», ha aggiunto, lasciando intendere che il legame con la madre abbia avuto un peso determinante non solo nella decisione, ma anche nella sua accettazione.
Non c’è spazio per giustificazioni elaborate o per ricostruzioni romanzate. Mastromarino ha scelto di non trasformare questa fase in un racconto pubblico continuo. «Non ho dato tante spiegazioni perché non pensavo fosse necessario», ha chiarito. Una linea coerente: parlare quando serve, senza costruire narrazioni parallele.
Il punto, però, non è solo la scelta in sé. È quello che ha comportato. Chiudere con una parte così definita della propria identità pubblica non è mai un gesto neutro. E infatti non lo è stato.
«Aver staccato quella parte di me mi ha portato tanta sofferenza», ha raccontato. Una frase che sintetizza un passaggio più complesso di quanto possa sembrare dall’esterno. Non si tratta solo di cambiare lavoro, ma di interrompere un percorso che, nel bene o nel male, aveva costruito visibilità, ruolo e riconoscibilità.
A questo si è aggiunta la reazione dell’ambiente. «Ho ricevuto tanta aggressione», ha detto, senza entrare nei dettagli ma lasciando intuire un clima tutt’altro che accogliente. Il distacco, quindi, non è stato soltanto personale. È stato anche uno scontro con aspettative, giudizi e dinamiche di un settore che, a suo dire, non le ha lasciato «tregua».
Colpisce soprattutto un aspetto: la percezione esterna della sua scelta. «È stata vista malissimo, come se fosse qualcosa di assurdo», ha spiegato. Un passaggio che racconta molto più del contesto in cui si muoveva che non della decisione in sé. Come se cambiare direzione, in un certo tipo di percorso, fosse meno comprensibile del restare.
Eppure oggi il quadro è chiaro. Mastromarino non mostra ripensamenti. Dice di essere serena, di non aver mai pensato di tornare indietro. Una posizione netta, costruita dentro una scelta che non nasce da un impulso, ma da una necessità concreta.
Il resto rimane sullo sfondo. Il nome d’arte, la carriera precedente, l’esposizione mediatica. Elementi che fanno parte del passato, ma che non definiscono più il presente. Oggi la priorità è altrove, e il racconto – asciutto, diretto – segue esattamente quella direzione.