“Mi manca tutto, anche i difetti”: Daniela Vergara rompe il silenzio e racconta l’amore con Luca Giurato

Prima intervista di Daniela Vergara dopo la morte di Luca Giurato: un racconto intimo tra amore, assenza e una vita da ricominciare.

Non è un’intervista costruita, né un racconto preparato a tavolino. È un flusso che arriva diretto, a tratti spezzato, ma mai confuso. A La volta buona Daniela Vergara parla per la prima volta dopo la scomparsa di Luca Giurato, l’uomo con cui ha condiviso oltre quarant’anni di vita. La voce si incrina, gli occhi restano presenti. Non c’è enfasi, non c’è bisogno di aggiungere nulla: il dolore, quando è autentico, non chiede scena.

La prima intervista a Daniela Vergara, vedova Giurato
“Mi manca tutto, anche i difetti”: Daniela Vergara rompe il silenzio e racconta l’amore con Luca Giurato – Screenshot TV – sologossip.it

Daniela non prova a dare una forma rassicurante all’assenza. La nomina così com’è, quotidiana, totale. «Mi manca tutto di lui, anche i difetti», dice quasi subito, e in quella frase c’è già la misura del legame. Non il ricordo idealizzato, ma la memoria completa, fatta anche di attese infinite in macchina, di ritardi, di disordine cronico. Lei precisa, organizzata, “milanese di mentalità”. Lui l’opposto, improvvisatore per natura. Eppure, o forse proprio per questo, l’incastro ha retto una vita intera.

Giurato, racconta, aveva un talento raro: riusciva a farsi perdonare tutto. Non per furbizia, ma per una leggerezza che disinnescava ogni rancore. «Non si poteva portare rabbia con lui», dice. È un dettaglio che pesa più di mille aggettivi, perché restituisce un carattere, non un personaggio.

Un amore nato al telefono, dentro il lavoro

La loro storia non nasce sotto il segno del colpo di fulmine. Nasce dentro il lavoro, tra telefonate, notizie da verificare, redazioni che si muovono. Daniela lavora in una piccola agenzia che si occupa di politica, Luca è dall’altra parte, in redazione. Si parlano al telefono, spesso. Si riconoscono così, prima ancora di guardarsi.

Il primo invito arriva a Palazzo Chigi ed è disarmante nella sua semplicità. Lei dice no. Lui non insiste, non forza, non drammatizza. «Allora facciamo un’altra volta». È lì che, a distanza di anni, Daniela individua l’inizio vero di tutto. Non nell’uscita mancata, ma in quel modo di stare al mondo, di lasciare spazio.

Per quarant’anni, racconta, non hanno mai smesso di parlarsi davvero. «Tra di noi non si è mai esaurita la comunicazione». Una frase che oggi suona quasi controcorrente, e che invece spiega molto di un amore durato senza consumarsi.

In televisione non amavano esporsi come coppia. Non per pudore, ma per una scelta precisa. Professionalità diverse, percorsi distinti. L’unica vera ospitata insieme arriva da un amico, Fabrizio Frizzi. Un’eccezione, non una regola.

Poi l’addio, improvviso, brutale. Un infarto fulminante a 84 anni. «Quando se ne va così, non riesci mai a dire tutto», confessa Daniela. È forse la frase più dura dell’intervista, perché non cerca consolazione. Il tempo, in questi casi, non prepara, non accompagna. Arriva dopo, quando ormai è tardi.

Eppure, nel dolore, c’è una forma di lucidità che colpisce. «Ricomincio da adesso», dice. Non come slogan, ma come constatazione necessaria. La vita non chiede permesso, continua. E Daniela lo sa.

Chiude con un’immagine che resta addosso. «Lui non conosceva l’invidia, né la concorrenza. Era la mia tavolozza di colori». Dentro c’è tutto: l’uomo, il compagno, il mondo che insieme avevano costruito. E che ora, senza di lui, cambia forma, ma non scompare.

Gestione cookie