Laura Pausini e l’inno a Milano-Cortina: dopo le critiche arriva il sostegno di due grandissimi della musica

Laura Pausini dopo le critiche per l’inno a Milano-Cortina 2026: commenti disattivati e il sostegno di Celine Dion e Vasco Rossi.

«Siccome le due persone nella musica che stimo di più al mondo sono Celine Dion e Vasco Rossi e sono gli unici due che si sono esposti su questo argomento io mi sento un’altra volta il cuore esplodere». Le parole sono di Laura Pausini e arrivano a margine di un momento solenne: l’interpretazione dell’inno nazionale alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026, allo stadio San Siro. Un’esibizione che avrebbe dovuto essere solo celebrazione e che invece, come spesso accade quando si tocca un simbolo collettivo, ha generato un dibattito acceso.

L'inno cantato dalla Pausini a Milano-Cortina ha scatenato le polemiche
Laura Pausini e l’inno che divide: dopo le critiche arriva il sostegno di due stimatissimi colleghi – sologossip.it

La cantante di Solarolo, avvolta in un abito nero Giorgio Armani Privé, ha proposto una versione orchestrale dell’Inno di Mameli costruita insieme al Maestro Andrea Farri. Una scelta artistica precisa, studiata nei mesi precedenti, come lei stessa ha spiegato nel post pubblicato sui social. Un lavoro pensato per un contesto internazionale, davanti al Presidente della Repubblica e a milioni di spettatori collegati da tutto il mondo.

Tra applausi e accuse: quando l’inno diventa terreno sensibile

Accanto agli applausi, però, sono arrivate anche critiche molto dure. C’è chi ha parlato di “storpiatura”, chi si è spinto fino a dire che l’inno sarebbe stato “distrutto” dall’arrangiamento. Parole pesanti, soprattutto quando riguardano un simbolo identitario come il Canto degli Italiani. È il destino di ogni interpretazione pubblica di un brano che non appartiene più solo all’autore ma a un intero Paese.

La risposta di Laura Pausini non è stata polemica. È stata, piuttosto, una presa d’atto. I commenti sotto il post dedicato all’esibizione sono stati disattivati su Instagram. Una scelta che racconta più di mille dichiarazioni: proteggere uno spazio personale quando il confronto smette di essere tale e si trasforma in aggressione. Non è censura, è una linea tracciata.

Dal Quirinale, la cantante ha spiegato di essersi concentrata sulle parole del Presidente e di aver compreso l’importanza di dare peso a chi ti vuole bene, anche quando ti dice che qualcosa non è piaciuto. È un passaggio interessante: distinguere tra critica e insulto, tra dissenso e odio. Nel primo caso c’è dialogo, nel secondo solo rumore.

Nel suo messaggio social, Pausini ha ribadito l’onore e l’emozione di aver cantato l’inno davanti al Presidente Sergio Mattarella e al mondo intero. Ha ringraziato Andrea Farri e i musicisti che l’hanno accompagnata, parlando di mesi di lavoro e di una versione “orchestra e voce” costruita con cura. Non un’improvvisazione, dunque, ma una scelta artistica consapevole.

Il sostegno pubblico di Celine Dion e Vasco Rossi ha avuto un peso emotivo evidente. Non tanto per l’effetto mediatico, quanto per ciò che rappresentano nella sua storia personale. Quando le due figure che dichiari di stimare di più prendono posizione, il dibattito cambia dimensione. Diventa meno pubblico e più intimo.

Resta una domanda, forse inevitabile: si può reinterpretare un inno senza dividere? Probabilmente no. Ogni variazione su un simbolo nazionale tocca corde profonde, diverse per ciascuno. E proprio per questo ogni artista che accetta di farlo sa di esporsi. Laura Pausini lo ha fatto, con la sua cifra, con la sua voce, con la sua idea di solennità. Poi ha scelto di chiudere i commenti. Non per chiudere il confronto, ma per non lasciare che il confronto degenerasse (come sempre accade sul web, in questi tempi grami).

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