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Sarah Nile, annuncio shock: ‘L’Italia mi ha rotto, scappo in Messico’

Sarah Nile, ex concorrente del Grande Fratello, è ricordata dal pubblico sia per la sua particolare amicizia con Veronica Ciardi che per le sue relazioni prima con Matteo Guerra e poi con Fabrizio Corona. La bella Sarah Nile, però, non è famosa solo per i suoi fidanzati ma anche per le sue opera d’arte. L’ex concorrente del Grande Fratello, infatti, è una pittrice, specializzata in falsi d’autore che vende da anni. L’ultima sua opera, inedita, però, ha creato scalpore e Sarah Nile, stanca della mentalità bigotta dell’Italia, dice basta e annuncia di voler lasciare il Bel Paese.

SARAH NILE DICE ADDIO ALL’ITALIA

Intervistata dal settimanale Top, Sarah Nile annuncia di essere stanca di dover lottare per mettere in mostra le sue opere: “Si sta scatenando un putiferio incredibile. Io l’ho saputo qui in Messico e sono veramente indignata, non tanto perché la mia opera è stata spostata dall’Università La Sapienza di Roma al Museo V. Crocetti, ossia una location privata ritenuta più ‘libera’, ma soprattutto perché durante il trasloco l’hanno letteralmente massacrata. Nella nuova collocazione la mia scultura è monca, perché manca tutta la parte inferiore col telo bianco su cui gronda il sangue che forma la parola Soul, anima. Spostandola ha perso una parte e così tutto il suo significato. La mia era una denuncia alla violenza: il tema sono le anime svendute per arricchire le tasche di pochi, i valori disgregati per piaceri carnali, distorti e perversi, come la pedofilia. L’essere umano ne è artefice e solo lui può dire “stop” a tutto ciò. Immaginavo che parlando di temi così forti potessero scattare alcuni meccanismi, perché parlo di violenza sulle donne, su animali, su bambini, ma specifico che le persone ritratte nell’opera siamo io, mio padre Ivan, che rappresenta il prete, e mio fratello, il bambino”.

Alla domanda perché la sua opera è stata spostata e cosa farà ora, Sarah Nile risponde così: “L’Italia è un Paese bigotto e la pedofilia è un argomento scomodo. Ma quello che è successo per me è un incentivo a continuare. Appena torno in Italia, andrò a riscattare la mia arte. Per fortuna ho ricevuto tanta solidarietà e il Museo di Arte contemporanea di Città del Messico si è offerto di ospitare la mia scultura: questa vicenda, tutto sommato, mi ha aperto molte porte”.