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Domenico: gli amici del 19enne morto in gita raccontano tutto

Quando leggiamo una notizia sulla tragica scomparsa di Domenico Maurantonio, morto a soli 19 anni durante una gita scolastica a Milano cadendo dal quinto piano dell’albergo in cui dormiva con i compagni, non facciamo che chiederci una cosa: “Perché i suoi amici non raccontano agli inquirenti com’è andata davvero?“.

Per la prima volta, alcuni compagni di Maurantonio hanno parlato con i giornalisti della stampa locale, in primis per difendersi dalle accuse della famiglia di Domenico: “Non è vero che siamo omertosi. Non l’abbiamo tradito, era uno di noi” hanno dichiarato i ragazzi, assistiti, in questo periodo di stress e di esami, da uno psicologo assunto dalla scuola.

“L’unica ipotesi che abbiamo fatto è che Domenico possa aver avuto un problema neurologico e che in stato confusionale abbia scambiato la porta d’uscita della camera con quella del bagno che era di fianco – continuano, specificando che quella tragica notte non ci furono né bagordi né scherzi goliardici – In camera nostra non c’è stato alcun festino. Eravamo tutti molto stanchi. Svegli dalle 5.30 del mattino precedente, avevamo affrontato il viaggio, camminato tutto il giorno sotto al sole all’Expo. Nessuno era ubriaco. Abbiamo bevuto in cinque una bottiglia di liquore alla prugna.

I quattro ragazzi che hanno passato quella notte con Domenico, hanno raccontato di essere rimasti con lui fino alle 3.20 a chiacchierare in camera per poi scendere nella hall dell’albergo per prendere un po’ d’aria. Ed è stato in quel momento che Domenico avrebbe scattato la foto inviata alle 5.30 (orario in cui tutti, Domenico compreso, sono rientrati in stanza) al gruppo WhatsApp della classe.

Domenico era sereno, come sempre. Cci siamo addormentati e Domenico era a letto“. Un’ora dopo, uno dei ragazzi si è svegliato e ha notato che Maurantonio non era nel suo letto. “Siamo scesi e abbiamo iniziato a chiedere se l’avessero visto, poi è arrivata la polizia“.