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La reporter dello sgambetto al migrante si difende: “Non sono razzista”

camerawoman_trips_refugees_in_hungaryx_she_fired_crop1441748736015.jpg_1718483346Si chiama Petra László la reporter ungherese del canale N1TV legato al partito di estrema destra Jobbik sorpresa da un collega (il reporter tedesco Stephan Richter) a fare lo sgambetto a un migrante mentre quest’ultimo, con in braccio il figlio, tentava di fuggire dalla polizia del villaggio di Roszke.

La procura di Szeged ha aperto un’inchiesta sul deplorevole gesto della donna, la redazione per cui lavorava l’ha licenziata, ma quel che è peggio, per Petra, è che il video del suo sgambetto ha fatto il giro del mondo e in particolare di Facebook, dove milioni di persone chiedono che la reporter venga adeguatamente punita, augurandole persino la morte.

Petra ha deciso di dire la sua, e l’ha fatto con una lettera pubblicata dal Guardian.

«Non sono una razzista senza scrupoli, una reporter calcia-bambini. Non merito di essere al centro di una caccia alle streghe, non merito le minacce di morte» ha subito specificato la giornalista, adducendo come giustificazione un attacco di panico: «Mentre stavo riprendendo con la telecamera, centinaia di migranti hanno sfondato il cordone della polizia. Uno di loro mi stava per travolgere e io mi sono spaventata. Qualcosa è scattato in me, ho pensato che mi stavano attaccando e ho cercato di difendermi. È difficile prendere buone decisioni quando sei nel panico».

Petra, che è stata ripresa anche mentre colpiva una bambina, cerca compassione ricordando di essere, al momento, una madre disoccupata con dei bambini piccoli. «Ho solo fatto una scelta sbagliata» ammette a un certo punto,