vittoria-puccini_650x435Non ti ci puoi abituare” dice Vittoria Puccini, ricordando quel 2 settembre 2011, quando sua madre Laura si spende a soli 59 anni a causa di un tumore al seno.

Fu allora che i medici la misero in guardia: “Già allora una dottoressa amica me lo disse: fai le analisi, perché hai altri casi nell’asse ereditario, ed è aggressivo. Ma io avevo altro di cui preoccuparmi: andare avanti“.

Fu anche grazie alla manager Graziella che l’attrice riuscì a superare quel primo momento di forte dolore: “Quando mi prese non ero nessuno: appena trasferita a Roma, cercavo consigli e una direzione. Un amico mi mandò da lei: “È tosta, ma è la migliore”. Mi aspettavo due dritte, e invece mi guarda: “Io ti prendo”. Da lì, è stata una seconda mamma, l’unica davvero capace di rimettermi in piedi quando persi la mia. Ero nel buio più nero. Mi disse: “Non puoi fermare anche la tua vita, Vittoria. Lei non lo vorrebbe. E non c’è peggior dispetto che puoi farle: già ti amava e se n’è andata. Rialzati, subito. Glielo devi”.

Poi, la vita ha dato alla Puccini un secondo segnale importante: anche l’amica Graziella, per lei una seconda madre, è morta per lo stesso male.

E così Vittoria ha deciso di sottoporsi a tutti gli esami del caso: “La scienza ci dà la prevenzione: prenderlo in tempo è l’arma che abbiamo”. A darle l’ultima spinta necessaria la sua dolce metà, Fabrizio Lucci: “Una sera ne parlo con il mio compagno: dovrei fare degli esami, forse, ma mi spaventano. “Falli, perché vinci comunque: se sono negativi, tirando un sospiro di sollievo, ma anche se sono positivi, perché sapresti, e solo sapendo ci si salva””