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Ruby Rubacuori ospite al ballo delle debuttanti all’Opera di Vienna

RUBY RUBACUORI – Dai festini di Arcore all’Opera di Vienna il passo è breve, soprattutto se stiamo parlando di Ruby Rubacuori, la giovane marocchina al centro dell’inchiesta che vede coinvolto il nostro Premier, Silvio Berlusconi, per sfruttamento della prostituzione minorile.

A quanto pare la ragazza parteciperà all’ambitissimo (e un tantino snob, diciamocelo) ballo delle debuttanti di Vienna il prossimo 3 marzo, al braccio del re del mattone austriaco Richard Lugner.

Per quanto questa sia una scelta più che mai opinabile (e qualcuno gliel’ha fatto anche notare), il miliardario, un tempo definito il “Berlusconi di Vienna“, non ha mai mancato di compiere una splendida entrata in scena a braccetto di donne famose tra cui si citano: Sophia Loren, Claudia Cardinale, Gina Lollobrigida, la Duchessa di York.

L’arzillo 78enne, soprannominato Mörtel (malta), avrebbe scelto Ruby dopo la rottura del contratto da parte di Bo Derek. L’attrice in auge nel favolosi anni Ottanta avrebbe chiesto un bonus di 25 mila euro in aggiunta al cachet già stabilito. Con queste premesse al buon Mörtel è venuto naturale cercare di contattare l’assai più a buon mercato Ruby Rubacuori.

Sì è vero, nei giorni scorsi abbiamo trattato con Ruby e siamo vicini a una conclusione” ha confermato lo stesso Lugner, sottolineando che non è poi stato così facile contattare la richiestissima ragazza. E a chi gli chiede il perché di questa scelta che implica il coinvolgimento di una donna nota per il suo ruolo centrale in uno dei più grossi scandali italiani, Mörtel risponde serafico:

c’è sempre gente che vuole vedere il pelo nell’uovo“.

Tra gli ospiti dell’evento figurano eminenti figure politiche, esponenti illustri dello spettacolo, imprenditori di alta società, insomma tutta gente con cui Ruby dovrebbe trovarsi piuttosto bene.

Il nome dell’ospite d’onore del Ballo verrà ufficializzato il 1 marzo, durante una conferenza stampa. Chissà se vedremo Ruby nel tempio della musica  inaugurato dalla rappresentazione del Don Giovanni di Mozart (la cosa evidentemente doveva suonare profetica) un tempo frequentato da tipetti come Gustav Mahler e Richard Strauss.