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Melania Rea, Salvatore Parolisi e i contrasti con la moglie: “Lei mi umiliava”

DELITTO MELANIA REA – Salvatore Parolisi è stato arrestato e ora si trova nel supercarcere di Marino del Tronto. A incastrarlo una montagna di prove delle quali chiunque può prendere atto leggendo l’ordinanza di custodia cautelare pubblicata ovunque su internet.

Ecco la ricostruzione degli inquirenti circa quello che potrebbe essere avvenuto quel pomeriggio del 18 aprile 2011 nel bosco delle Casermette:

“Ha convinto la moglie a seguirlo nel bosco, con la scusa di fare l’amore. E lì appena dopo pranzo, dietro la casetta in legno del bosco delle Casermette, con la bambina lasciata in auto, e quando Melania era di spalle, con gli slip e i collant abbassati – pronta per fare l’amore – l’ha uccisa. Ma prima però le avrebbe dato un ultimo bacio e quel dna sulle gengive della donna l’ha incastrato”.

Ieri, nell’interrogatorio di garanzia avvenuto in carcere, Salvatore Parolisi si è avvalso per la seconda volta della facoltà di non rispondere. Ma con qualcuno lui ha parlato. Allo zio di Melania, Gennaro Rea, Parolisi avrebbe confessato:

“Melania mi umiliava mi aveva perdonato il tradimento con Ludovica ma non aveva dimenticato. Ludovica invece per me era la comprensione”. La dichiarazione, da tempo messa a verbale, smentisce le parole di Ludovica Perrone: “Salvatore voleva bene a sua moglie“.

E così, mentre ormai è di dominio pubblico il contenuto dei messaggi che Parolisi e Ludovica Perrone si sono scambiati via Facebook, messaggi che mostrano un uomo tra due fuochi, Parolisi ne viene fuori come un uomo sull’orlo della crisi di nervi, un uomo tra due fuochi: da un lato, Ludovica e le bugie per prendere tempo (“Sto trattando un accordo. Hai ragione quando mi dici che basta fare le valigie tutto finisce ma non è proprio così. I legali sono dei pezzi di merda per non dire dei giudici o di chi ha fatto questo schifo di leggi che sono tutte per la donna e nessuna per l’uomo…”), dall’altro Merlania e i sotterfugi per continuare la sua storia parallela (il cellulare nascosto sotto la ruota di scorta dell’auto, i messaggi su Facebook scambiati con Ludovica sotto il nome di Vecio Alpino, le telefonate fatte di nascosto). E’ per questo che ha ucciso? Secondo gli inquirenti, si.