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2 anni di carcere se mangi coniglio: per l’Italia è “animale da compagnia”

Secondo le statistiche, quando gli italiani devono scegliere un animale da compagnia, dopo cani e gatti la terza scelta è quasi sempre un coniglio.

Peccato che lo stesso coniglio finisca poi regolarmente sulle tavole degli stessi italiani durante le feste e in occasioni speciali. Come è possibile che quello che è diventato a tutti gli effetti un animale da salotto possa anche finire in forno, mentre mangiare cani e gatti è illegale, in Italia?

Se lo è chiesto l’ex ministro Michela Vittoria Brambilla, deputata di Forza Italia, che ha spiazzato tutti con una proposta di legge che prevede una multa e da 4 mesi a 2 anni di carcere per chiunque “allevi, esporti, importi, sfrutti economicamente o detenga, trasporti, ceda o riceva a qualunque titolo conigli al fine della macellazione, o commercializzi le loro carni“.

Una proposta che si affianca alla petizione promossa dalla “Federazione italiana diritti degli animali” e “l’Associazione Aaeconigli”.

I conigli meritano le stesse tutele di tutti gli altri animali che vivono nelle nostre case o che comunque sono inseriti nel contesto familiare” ha dichiarato la Brambilla, che ha previsto che anche il possesso di conigli venga in qualche modo regolarizzato, per garantire anche a questi dolci animaletti un habitat adeguato e una vita felice.

Se la proposta di legge dovesse passare, ogni coniglio domestico dovrebbe essere iscritto ad una anagrafe tenuta dalle aziende sanitarie locali e dotato di microchip. La gabbia dovrà essere grande almeno un metro per 70 o un metro e venti per 50, dotata di un nascondiglio privo di sostanze tossiche, di cibo, acqua, cassettina igienica e tubi in cui entrare. Inoltre dovranno essere garantite al coniglio almeno 3 o 4 ore al giorno di “libertà vigilata”: il nostro piccolo amico dovrà poter vagare libero per casa e interagire con le persone.