Flavio Insinna: “Sanremo e un figlio? Ecco perché dico no”

In un’intervista rilasciata ai microfoni del settimanale Top, il conduttore di Affari Tuoi, Flavio Insinna, ha rivelato il perchè, in passato, ha rifiutato la conduzione del Festival di Sanremo e il suo rifiuto a formare una famiglia.

flavio insinnaFLAVIO INSINNA, NO A SANREMO E AD UN FIGLIO

Faccio cinema ogni quattro anni, come le Olimpiadi. La prossima volta, probabilmente, mi cercheranno per fare il ruolo di un nonno. Quando mi ha chiamato Pieraccioni, credevo che fosse qualche amico imitatore che voleva farmi qualche scherzo. E invece era proprio lui! Leonardo con questo film mi ha fatto un meraviglioso e preziosissimo regalo di Natale! Quando sono stato a casa sua, mi ha aperto la porta non l’attore geniale, il regista campione d’incassi, ma una persona semplice che mi ha parlato di sé, della sua passione per la musica e la chitarra e di sua figlia. Abbiamo chiacchierato di tante cose e solo alla fine della nostra conversazione, abbiamo parlato del film. Anche sul set era uno spasso. Già di prima mattina lo trovavi allegro e pimpante che cantava Ivano Fossati, Lucio Dalla o Rino Gaetano e la giornata cambiava verso per tutti noi“, ha dichiarato in occasione della presentazione del film di Leonardo Pieraccioni Il Professor Cenerentolo, in cui il conduttore romano veste i panni del direttore del penitenziario dove è rinchiuso il protagonista.

Sui motivi per i quali non ha ancora messo su famiglia: “C’è un aneddoto curioso legato a Charlie Chaplin, che fece un figlio ad 80 anni. Tutto il mondo applaudì, Woody Allen, invece, con il suo sarcasmo chiosò: ‘ ‘Peccato che non abbia nemmeno la forza di prenderlo in braccio!’. Se facessi un figlio oggi, quando lui avrà 10 anni, io ne avrò già 60. E si sentirebbe chiedere dai suoi amichetti se al parco ad accompagnarlo è il suo nonno. Oppure se mi chiedesse di fare una partitella a pallone, magari stramazzerei sul campo per un infarto!“.

Flavio Insinna ha accettato la conduzione di Boss in incognito al posto di Costantino della Gherardesca: “La Endemol produce sia Affari tuoi sia Boss in incognito. La mia, quindi, è stata anche una scelta ‘familiare’. Quando mi propongono qualcosa, chiedo sempre: ‘Ma siete sicuri?’. Per me è un bell’impegno, ma quando si tratta di lavoro sono un mulo da soma e non mi risparmio. Al di là della conduzione, sono una con la passione per il racconto, mi piace narrare una storia ai telespettatori e lo faccio con grande cura delle parole. Questo, poi, è un programma dove il racconto è fondamentale. Arrivato a 50 anni, posso permettermi il lusso di gettarmi anima e corpo solo in progetti che mi piacciono e che sento nelle mie corde. Non sono uno che ha la smania di essere in tv, tanto per starci.”.

E sul Festival di Sanremo dice: “Il mio rifiuto a Sanremo? Risale alla mia prima vita ad Affari Tuoi, c’erano tante offerte per presentare programmi, in un progetto che mi avrebbe portato a presentare Sanremo. Non mi vergogno a dirlo. Mi è stato proposto anche I migliori anni e non lo saprei mai fare con i ritmi e la capacità di Carlo Conti. La mia carriera sarebbe stata più ricca ma più infelice se al posto dei no ci fossero stati i sì e viceversa. La mia carriera l’hanno fatta i no che ho detto, ma non per paura ma perché non ero in grado, come nel caso di Sanremo. Per Affari Tuoi, invece, non mi sono sentito subito in grado ma ho pensato che era una cosa che avrei potuto fare. Amo le sfide ma le sfide dove posso essere utile e non una zavorra”.