1605671_1455039025-ksZD-U107050436453K5D-1024x576@LaStampa.itFrancesca Virdò, insieme alla sorella Silvana, è la titolare del negozio di abiti da sposa “Fashion” di via Verzellino a Savona.

Qualche tempo fa, Francesca è stata coinvolta in una storia che ha dell’incredibile. Tutto è cominciato quando la madre di una sposa, che avrebbe dovuto ritirare il suo abito quello stesso giorno, a tre giorni dal grande evento, è entrata in negozio con il viso pallido: “In negozio è arrivata la mamma, aveva una faccia sconvolta – ha raccontato Francesca a Ivg.it – si è avvicinata, mi ha preso da parte e mi ha detto che mi doveva parlare. Dopo pochi secondi è scoppiata a piangere e mi ha detto che la figlia era morta”.

“Mi ha spiegato che erano fuori dal negozio di bomboniere, che la figlia le ha detto ‘Mamma ho mal di testa’ ed è crollata a terra – continua la commercianteMi ha detto che le era venuto un aneurisma cerebrale. Si immagina? Io ero sconvolta, l’ho abbracciata e sono scoppiata a piangere. Non potevo credere ad una simile tragedia. E poi la signora mi ha detto che, siccome sua figlia sognava tanto il matrimonio, avrebbe voluto vestirla da sposa per l’ultimo viaggio“.

Davanti a tanto dolore, ovviamente Francesca non se l’è sentita di chiedere il saldo di 500 euro dell’abito a quella donna che aveva appena perso una figlia nel fiore degli anni: “Le ho subito sistemato la confezione dell’abito e la signora mi ha detto che però, viste tutte le spese per il funerale, non aveva con sé i soldi per saldare subito il vestito, ma che sarebbe passata nei giorni successivi. Io ovviamente le ho detto che non c’erano problemi e le ho dato il vestito”.

Quella sera Francesca non è riuscita a prendere sonno, e il giorno dopo ha deciso di partecipare al funerale della povera ragazza per darle l’ultimo saluto: “Ho iniziato a cercare sui necrologi, ma non ne trovavo nessuno con il suo nome. Ho controllato anche sui giornali per vedere se leggevo la notizia della sua morte, ma niente. Poi attraverso delle conoscenze in comune vengo a sapere che la sposa sarebbe stata viva e vegeta e che addirittura era stata vista per strada quello stesso giorno“.

Francesca ha deciso di andare a fondo, scoprendo il nome del ristorante nel quale avrebbe dovuto tenersi il banchetto nuziale. Presentatasi sul posto il giorno dell’evento, Francesca ha scoperto che la sposa era decisamente viva, e che il matrimonio si era svolto regolarmente: “Quando sono entrata nella sala la sposa e la mamma si sono guardate e si sono scambiate qualche parola. Poi la signora è venuta verso di me. Ero allibita e le ho detto: ‘Vedo che c’è stato un miracolo e sua figlia è risorta’. Io davvero non ci potevo credere“.

Senza fare scenate, Francesca si è limitata a chiedere i famosi 500 euro per il saldo del vestito. La signora, che tra l’altro si è scoperto essere la madre dello sposo, e non della sposa, le ha detto che sarebbe passata al più presto in negozio per saldare il debito ma Francesca ha preteso e ottenuto il pagamento seduta stante.

Cosa sarebbe successo se Francesca non fosse stata tanto sensibile e di buon cuore da voler partecipare alle esequie della (presunta) cara estinta? “Sarebbero passati i giorni e, certamente, mi sarei insospettita non vedendo più tornare la signora, ma sarebbe stato più difficile dimostrare il raggiro. Quasi sicuramente lei avrebbe potuto dire che, se io le avevo consegnato il vestito, il pagamento c’era stato. Non lo so davvero come sarebbe finita, magari attraverso le vie legali, ma con tutte le lungaggini e problematiche che ne conseguono”.