Si intitola “Made in Italy” il nuovo album lanciato venerdì da Ligabue nato durante un ritiro di una ventina di giorni dopo l’ultimo concerto al Campovolo: “È venuto fuori con un flusso creativo che finora non avevo mai provato. Non sapevo neanche che sarebbe stato il mio prossimo disco” ha confessato il cantante a TgCom.

Volevo raccontare l’Italia e i suoi difetti, il mio è un sentimento frustrato nei confronti di questo Paese, ma è soprattutto un atto d’amore – spiega il Liga – Ogni venerdì sera, da vent’anni, mi riunisco con un gruppo di amici: sono operai, camionisti, imprenditori e parliamo di tasse, pensioni… Queste informazioni le tocco con mano e vedo la loro vena sul collo che si gonfia quando si entra in certi argomenti… Molte promesse fatte dalla politica sono state disattese“.

Nel suo nuovo album non c’è un lieto fine ma questo non significa che per Luciano la vita vada affrontata con pessimismo: “La speranza oggi è il sentimento degli sfigati, ma come si fa a vivere senza? La speranza c’è, c’è sempre. Non ci rinuncio. E’ troppo facile dare la colpa agli altri“.