DJ Fabo ce l’ha fatta: è morto come voleva lui, quando voleva lui ma non dove avrebbe voluto lui, e cioè nel paese che gli aveva dato i natali. Per poter ottenere l’eutanasia, Fabiano ha dovuto affrontare un ultimo viaggio verso la Svizzera. Ad accompagnarlo Marco Cappato, che ha raccontato a Le Iene quegli ultimi, intensissimi, giorni.

L’ho caricato nella sua macchina, con la carrozzina dietro… Ovviamente non poteva comunicare nulla, non poteva vedere nulla… Immaginati 5 ore in quella condizione di sofferenza per arrivare a Zurigo” ha raccontato Cappato.

Un viaggio in solitudine conclusosi però con un dolce arrivo: a Zurigo lo attendevano la sua famiglia e i suoi amici. Sistemato in una piccola struttura, DJ Fabo ha passato lì due giorni. “Sono stati due giorni di rievocazione della sua vita, con scherzi, battute e ricordi. Ma anche due giorni di paura. Paura di non riuscirci, perché le regole svizzere prevedono che tu possa ottenere l’aiuto del medico a somministrarti il farmaco letale ma lo devi fare da solo! Si chiama ‘assistenza medica alla morte volontaria’“.

E poi, prima di arrivare al fatidico momento, c’è una lunga procedura da rispettare: “Loro hanno il dovere, l’ossessione di essere scrupolosi per non essere poi contestabili” spiega Marco. Oltre alla visita medica che confermi l’effettivo stato di salute e l’incurabilità del male del paziente, c’è anche la necessità di assicurarsi che chi si sottopone alla procedura lo faccia mentre è in grado di intendere e di volere, e volontariamente, senza alcuna pressione.

Cappato conferma che Dj Fabo non ha mai avuto ripensamenti durante quei due giorni: “Non ha neanche voluto far passare troppo tempo: il secondo giorno c’è stata la seconda visita, e una volta confermata di nuovo la propria volontà avrebbe potuto aspettare quanto voleva, magari qualche ora in più per parlare… e invece ha voluto farlo subito“.

È stato predisposto un meccanismo con un pulsante che lui avrebbe potuto attivare con l’unica mobilità ‘forte’ che gli era rimasta, cioè la bocca – continua Cappato – È stata fatta anche una prova per fargli capire come sarebbe successo. Perché lui era spaventato all’idea di non riuscirci! Loro gli avevano descritto questo sistema, ma lui non lo vedeva. Quindi hanno dovuto verificare prima se fosse in grado di farlo. Forse è stato l’unico che non si è commosso per quella prova, perché gli altri hanno visto quello che sarebbe successo…“. E ovviamente non rimanerne colpiti era quasi impossibile.

Lunedì mattina il ritiro del farmaco in farmacia, e gli ultimi saluti. “Ha fatto un’ultima battuta… seria – ricorda Cappato – ha detto ‘Vi devo dire una cosa importante: quando andate in macchina mettetevi le cinture. È il favore più grande che mi possiate fare’. Poi si è addormentato, e dopo una decina di minuti Fabo non c’era più”.

Qui il servizio completo de Le Iene.

DJ Fabo: l’ultimo messaggio dalla Svizzera prima di morire