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Stupro di Firenze, parla il carabiniere: «Ho fatto quello che decideva il capo»

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Pietro Costa ammette lo stupro ma si difende accusando a sua volta. Il più giovane dei due carabinieri accusati di violenza sessuale da due studentesse americane residenti a Firenze, ha dichiarato che quella notte si è limitato a seguire le disposizioni del suo capopattuglia Marco Camuffo. «Ho fatto tutto quello che decideva il capopattuglia Marco Camuffo» ha dichiarato Costa, assicurando di essere entrato in discoteca «perché decideva Camuffo». Entrambi continuano a sostenere di non essersi mai accorti di quanto fossero ubriache e vulnerabili le due ragazze (nonostante a 4 ore dalla violenza avessero ancora nel sangue un alto tasso alcolico). Insomma, la tattica adottata da Costa per ora è quella dello scarica-barile ma difficilmente porterà a un buon esito (almeno per Costa), vista l’assurdità delle dichiarazioni.