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Melania Rea uccisa da Parolisi e un complice, parla lo zio Gennaro Rea

DELITTO REA – In un’intervista esclusiva a Il Centro, il fratello del papà di Melania, Gennaro Rea, confessa i suoi pensieri in merito all’omicidio della giovane nipote. Secondo lui, a uccidere Melania non è stato materialmente Salvatore Parolisi, ma comunque il 18 aprile lui era lì sul luogo del delitto e sa anche chi è stato:

“Penso che Parolisi sia colpevole, anche se credo che non sia stato lui a colpire a morte Melania. Non è lui l’autore materiale. Sono certo, però, che fosse presente all’omicidio e questo per me è ancora più grave. Salvatore era presente, lui sa chi ha ucciso Melania … Se l’assassino non è lui va cercato nella caserma. Non posso aggiungere altro, ma agli investigatori ho detto tutto“.

Secondo Gennaro Rea, dunque, l’assassino sarebbe un collega di Parolisi:

Il comportamento di Salvatore mi è sembrato subito strano. Quando tutti cercavamo Melania e abbiamo trovato il corpo proprio lui non è venuto nel bosco di Civitella. C’erano il fratello di Melania, Michele Rea, e Raffaele Paciolla, ma Salvatore era in caserma. A che fare? A cancellare i messaggi su Facebook con l’amante Ludovica. Il giorno dopo siamo andati all’obitorio di Teramo ma, davanti al corpo della mia povera nipote, lui sembrava sereno. Era incredibile. Qualche giorno dopo noi eravamo distrutti mentre lui si preoccupava perché doveva portare a un collega in caserma una colomba pasquale in regalo. Persino il giorno del funerale è arrivato con mezz’ora di ritardo. Mi hanno visto andargli incontro e abbracciarlo ma nessuno sa cosa gli ho detto. Vi rivelo ora quale è stata la mia frase: ‘anche oggi hai fatto aspettare Melania’ “.

Ma non finisce qui. Gennaro Rea va oltre e racconta di come i sospetti su Salvatore siano aumentati quando lui si è avvalso delaal facoltà di non rispondere davanti agli inquirenti, nonostante la famiglia Rea gli avesse avesse più volte chiesto di parlare:

“Quando Salvatore è stato indagato, noi gli abbiamo detto di parlare all’interrogatorio di garanzia, così avrebbe fatto finalmente chiarezza. Lui invece si è avvalso della facoltà di non rispondere e ciò ci ha fatto aumentare i dubbi. La certezza l’ho avuta quando, cercando nel computer di Melania che si trova in casa dei suoi genitori, ho trovato roba incredibile. C’era un file con messaggi tra Parolisi e l’amante. E c’erano foto che non posso descrivere. E’ tutto in mano alla procura. Lui chattava con l’amante in casa del suocero mentre lì vicino Melania dormiva”.

Gennaro Rea amava sua nipote Melania, una donna dedita totalmente alla famiglia nonostante i tradimenti (accertati) del marito:

“Volevo bene a Melania. E lei amava Salvatore e la sua bambina: cercava di mantenere unita la famiglia con l’amore e non con la violenza. E’ vero che chiamò e minacciò l’amante di Salvatore ma lo fece solo per difendere la famiglia. Lo amava davvero il marito ed è morta per lui”.