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Fiorello-Benigni, il più grande spettacolo dell’Italia – VIDEO

FIORELLO-BENIGNI – L’ultima puntata de “il più grande spettacolo dopo il weekend” ha chiuso con il botto. Del resto non poteva essere altrimenti dopo i successi delle prime tre puntate. Le star della serata sono loro: Fiorello e Roberto Benigni. Teatro 5 di Cinecittà: marcetta appena annunciata e il maestro entra in scena. Essendo un programma di varietà via con la canzone “La porti un bacione a Firenze”.

Cantano insieme il Premio Oscar e il Fiore nazionale. Poi il signor Benigni si allontana dal conduttore e sottovoce ridacchia: “Non c’è più, non c’è più” riferendosi alla sua vittima preferita, Silvio Berlusconi. “Aria nuova” replica Fiorello. “Aria nuova, finalmente … Berlusconi… lasciamo perdere di lui ne parlaremo più tardi, anzi facciamolo subito così non ci si pensa più… E il tuo spettacolo Fiorello, bello, mi è piaciuto quello sketch del comico che parla con i capi di stato stranieri, bravo anche se non era proprio originale… “. Canticchia “le più belle dimissioni degli ultimi centocinquant’anni!“. E fa arrossire il direttore di Raiuno: “Colpa sua se parlo di B. Mazza m’ha chiesto “daglie su Berlusconi, picchia”, praticamente m’hanno costretto a parlare di lui”. “C’è la crisi, ieri guardavo la partita Fiorentina-Roma e ho visto che la Roma giocava in otto, Monti ha tagliato anche la Serie A che presto diventerà calcetto”. “Tu Fiorello dopo vai da Vespa e domani ci va Monti…. Monti, un destino il suo, viene sempre dopo un comico”.

Poi torna Berlusconi: “Ora, dopo diciott’anni con Berlusconi si può dire che ci siamo divertiti, le risate che ci siamo fatti, ragazzi… Ma qualcosa è cambiato «perché quando Monti dice “ce la faremo” già si capisce che parla dell’Italia, rubare non ruba, Monti è già ricco di suo, oddio, anche Berlusconi era già ricco di nostro per la verità”. Anche Bossi ha il suo momento, le escort a parametro zero, il perchè delle dimissioni e poi tutto finisce in favola: “C’era una volta un cavaliere… con tante principesse sul pisello… e quando il cavaliere sparì, alla fine tutti noi vivemmo felici e contenti”.

E poi via al gran varietà. Benigni con una chitarra in mano sdogana e canta “L’inno al corpo sciolto”, canzone goliardica tipica del repertorio di Benigni ma che mancava dalla televisione da più di tren’tanni.

Anche il monologo di Fiorello è stato degno dei precedenti: “Sono arrivato e Lui se n’è andato via… ora me ne vado io e… lacrime e sangue. I precedenti governi facevano le manovre e gli italiani piangevano, ora cominciano a piangere i politici… e che succederà mai? mi ha impressionato la tassa sul lusso, sugli yacht, già vedo Briatore incatenato a Palazzo Chigi con una catena di Giorgio Armani… Nooo, le tasse nooo…”. La manovra: “Mi aspettavo che Monti mi chiamasse: Fiore vengo da te a presentare la manovra, e invece dove va? ma dove va, ma dove vaaa? Va da Vespa, va… non ci doveva andare perché l’ha già fatto quell’altro, ve lo ricordate? lui fece il contratto con gli italiani, e lei Monti che farà, il testamento?”.

Il resto della puntata sono i duetti con Jovanotti, i passi a due con l’etoile Roberto Bolle e la simpatia del signore della televisione Pippo Baudo. Si conclude così “Il più grande spettacolo degli ultimi dieci anni”. La quinta puntata non ci sarà perchè come ha ammesso lo stesso Fiore, ormai è vicino ai 52 anni e certi ritmi non sono più nelle sue corde. Noi qualche dubbio l’abbiamo. Speriamo solo che Raiuno non faccia passare altri cinque anni prima di rivedere in tv il più grande showman della televisione italiana.

Video dell’intervento di Benigni

L’inno del corpo sciolo