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Ristorante di Milano non trova personale: “Non vogliono lavorare nei weekend”

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State cercando lavoro a Milano nel campo della ristorazione? Se siete disposti a lavorare la sera e nei weekend, c’è un ristorante in via Bagutta che aspetta solo voi.

I titolari del Paper Moon Giardino, il nuovo ristorante che sta per aprire in via Bagutta, in pieno centro a Milano, stanno vivendo una situazione surreale. A raccontarla è Silvio Beretta, figlio di Maria Antonietta Berlusconi (la sorella di Silvio Berlusconi), che denuncia l’impossinilità di trovare personale.

Il motivo? Molti candidati che si sono presentati fino a oggi ai colloqui si sono tirati indietro quando hanno scoperto che avrebbero dovuto lavorare a pranzo, a cena (con una lunga pausa nel pomeriggio), e nei weekend. Cioè, in pratica, nei giorni e negli orari in cui dovrebbe lavorare un ristorante!

Apriremo un ristorante di cucina italiana di alta qualità ed elevato standard entro i primi di aprile – ha raccontato Beretta al Giornale – e, al momento, non siamo ancora riusciti a completare la creazione del nostro staff. Delle 40 persone previste per i 150 coperti del nuovo locale, ne mancano una quindicina tra personale di sala e di cucina. Fortunatamente comunque l’executive chef c’è”.

Ci siamo affidati a un’agenzia di selezione del personale specializzata nel settore, oltre alla rete dei nostri soci di Paper Moon, ma nulla da fare. Abbiamo fatto slalom tra candidati privi di formazione, curriculum falsi e alcuni arrivati accompagnati dai fidanzati e persino dalle mamme. A volte mancava l’idea stessa della tipologia di impiego proposto che, inevitabilmente, necessita della disponibilità a lavorare quando le altre persone vanno fuori a cena“.

A lasciarci stupiti non è stata l’eventuale e legittima richiesta degli interessati di poter contrattare la proposta economica – ha concluso il titolare del ristorante – ma la tendenza di un grande numero di loro a cercare impieghi adattabili alle loro esigenze personali e di vita: week end liberi, no «orario spezzato» e tanto meno notturno: nella ristorazione, un vero controsenso”.

Ascoltando queste e altre testimonianze non stupisce che in Italia il tasso di disoccupazione giovanile sia fisso al 40%.