Facebook, il social fondato da Mark Zuckerberg, può essere utilizzato anche per rilevare i sintomi di una malattia depressiva. Vediamo in che modo

Ormai l’uso dei social network è molto popolare. Li usiamo per condividere emozioni, stati d’animo sentimenti e alle volte ci sembra che scrivere qualcosa che tutti possono leggere, ci dia un senso di sfogo, di liberazione e anche di condivisione. Dagli studi dell’Università della Pennsylvania e della Stony Brook University è emerso che è possibile rilevare i primi sintomi di una malattia depressiva. L’analisi dei post avviene attraverso un algoritmo in grado di passare a scansione, come uno scanner, tutto ciò che si posta sul social. Ad ogni espressione vengono associate delle bandierine rosse linguistiche, che fanno da spie alla malattia. I risultati di queste ricerche americane sono stati resi noti proprio mentre è in atto un Congresso nazionale della Società italiana di psichiatria (Sip) a Torino.

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Allarme Facebook, dai social si possono cogliere aspetti di vita

Quello che le perone scrivono sui social coglie un aspetto della vita che è molto difficile da analizzare con gli strumenti della medicina e della ricerca“.

Con queste parole lo studioso Andrew Schwartz, ha sottolineato il contributo che Facebook e i social media possono dare alla Psichiatria. E’ una nuova dimensione degli studi clinici, in quanto nel mondo dei social le persone si sentono libere di esprimersi senza alcun freno. Lo studio ha analizzato un gruppo di persone, per la precisione un campione di 1200 soggetti, che hanno accettato di condividere i loro dati. Dalle ricerche è emerso che l’algoritmo riusciva a prevedere con una certa precisione il rischio futuro di depressione. I segnali sono in alcune parole come: ostilità, solitudine, lacrime, sentimenti e l’uso di pronomi in prima persona come “io” e “me”.

I ricercatori hanno esaminato 524.292 post di coloro che negli anni hanno sofferto di depressione. Da questa analisi hanno ricavato 200 modelli denominati “marcatori linguistici associati alla depressione” ovvero le bandierine rosse linguistiche, di cui abbiamo accennato prima.

Il mondo della medicina si evolve continuamente e nuovi studi possono sfruttare anche ambienti totalmente inesplorati prima, come i social.

F. Ciardi

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