Angelo Sanzio, il Ken Italiano si racconta: “Non imitatemi, ma trovate la vostra forza”, e si candida per L’Isola dei Famosi

Angelo Sanzio, il Ken Italiano si racconta in un’intervista esclusiva: “Non imitatemi, ma trovate la vostra forza”, e si candida per L’Isola dei Famosi.

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Angelo Sanzio, il Ken Italiano si racconta in un’intervista esclusiva: “Non imitatemi, ma trovate la vostra forza”, e si candida per L’Isola dei Famosi. (Fonte Instagram)

Molto spesso si sono concentrati sulla sua immagine, poche volte sulla sua storia. È per questo motivo che Angelo Sanzio ha deciso di raccontarla, in un libro che definisce una denuncia, ma anche una liberazione. “Da Angelo Sanzio al Ken Italiano”, di Santelli Editore, è uscito in libreria da qualche giorno ed Angelo ce ne ha parlato in un’intervista esclusiva a Sologossip.it. Dagli atti di bullismo subiti in passato al suo più grande sogno, l’ex concorrente del GF si è raccontato a cuore aperto, rivelando cosa c’è davvero dietro alla scelta di ricorrere alla chirurgia estetica.

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Angelo Sanzio, il Ken Italiano si racconta: “Sogno di condurre un programma tutto mio”

  • Il tuo libro è uscito da pochi giorni. Cosa rappresenta per te?

È una biografia, che rappresenta l’epilogo della mia vita ad oggi. Mai avrei pensato che a 30 anni mi potesse essere richiesto da una casa editrice e da un manager di inchiostrare la mia vita. Per me è un grande onore. Ci ho pensato un po’ quando mi è stato proposto da Matteo Fantozzi di mettere nero su bianco i punti forti della mia esistenza, ma alla fine l’ho voluto fare perché il mio è un messaggio dedicato ai giovani. A tutte quelle generazioni che, come me, si trovano a vivere e a subire quello che ho subito io, riguardo discriminazioni o attacchi omofobi.

  • Qual è il tuo messaggio per loro?

Quello che voglio dire loro è che non devono imitarmi, non devono trovare il mio stesso coraggio, ma la loro forza, che sicuramente è più importante della mia. La mia testimonianza è quella che quando il mondo ti scarta è la vita che ti sceglie e ti colloca in un posto privilegiato, che supera le tue stesse aspettative. Io non avrei mai pensato che un giorno, per caso, sarei diventato uno dei volti e del nomi più conosciuti in Italia, a prescindere dalla chirurgia plastica e dai miei profumi. Ed essere ammantato dall’amore di tanta gente, che noi chiamiamo fan, è veramente una grande sorpresa.

  • In passato hai sofferto tanto e sei stato vittima di bullismo. È successo in particolare durante il periodo dell’adolescenza?

Si durante l’adolescenza, ma è un periodo in realtà molto lungo, che va dalle elementari, passa per le scuole medie, fino a buona parte delle scuole superiori. E riguarda diversi ambiti. Io ho ricevuto atti di bullismo nella scuola, da parte dei miei compagni, nella società, e addirittura nella chiesa. Una volta, per questo, io sono addirittura stato scaraventato per le scale da un sacerdote. Questa è una cosa che racconto nel mio libro, volevo ometterla ma alla fine l’ho messa. Perché questa è la mia vita e io non posso tacere.

  • È anche per questo che ti sei tuffato nel mondo della chirurgia estetica? Tu hai iniziato molto presto…

Si, a 18 anni mi sono fatto regalare le prime punturine, però inizio ad entrare in sala operatoria, per effettuare dei veri interventi di chirurgia plastica, esattamente a 21 anni.

  • Qual è il vero motivo per il quale hai iniziato? 

Parto dal presupposto che sono stato educato dai miei genitori a scegliere il meglio, il bello, e ho sviluppato molto presto un gusto estetico molto forte. Sono un grande appassionato di storia dell’arte, amo l’arte e quella che era la bellezza intesa per i Greci. E quei canoni, io ho voluto riportarli sulla mia persona. Così sono andato dal chirurgo plastico come una persona possa andare in palestra e confrontarsi con il suo coach, dicendo: “questa è la mia base, tira fuori da me il meglio”. Io questo ho fatto. E poi pensavo, erroneamente, che per essere accettati o comunque scelti bisognava essere bellissimi. E sulla scia di questi miei pensieri ho iniziato a modificarmi. Ma la mia idea non era quella di abbandonare la matrice che madre natura mi aveva dato, volevo soltanto limare e smussare quei piccoli tratti, come poteva essere un naso aquilino che volevo più a punta, in modo che confacessero di più alla mia persona.

  • Quindi, se potessi tornare indietro, non rifaresti tutti gli interventi?

Li rifarei, ma con una maggiore consapevolezza che poi, nella vita, per essere accettati serve altro. Non serve il naso a spillo o la bocca gonfia.

  • Nel 2019 hai partecipato al Grande Fratello. Qual è il ricordo più bello che hai dell’esperienza nella casa?

Prima dell’esperienza in casa, è stata la passerella dell’entrata. Ancora oggi lo racconto, è stata come la notta degli Oscar! Lo dissi anche la notte stessa al confessionale. Mi ricordo che arrivai in rampa, venne data la pubblicità, e mi sentivo morire. Era pieno di gente che diceva “il Ken Italiano, il Ken italiano”,  era vociferata la mia partecipazione ma nessuno l’aveva confermata. Quando l’autista mi ha detto “vai devi scendere”, perché Barbara D’Urso mi aspettava nel vidiwall, ho avuto un rilascio di adrenalina così forte che potevo incendiare Roma! È stata un’esperienza meravigliosa, ho avuto la piena consapevolezza in quel momento di dove mi trovavo, davanti a milioni di italiani che ci stavano seguendo.

  • Ti piacerebbe partecipare ad un altro reality?

Io vorrei tanto rientrare nella casa del Grande Fratello, per andare a “completare” il mio percorso. Ci sono degli aspetti in cui mi piacerebbe nuovamente mettermi alla prova. Però, sicuramente, il reality al quale ambisco e che spero un giorno di poter fare è l’Isola dei Famosi. Per me sarebbe una prova dall’inizio alla fine, perché ovviamente lasciare tutta la mia beauty routine, per me non sarebbe per niente facile! Però sarebbe un momento per affrontarmi, per affrontare da vicino la mia persona, e scrollarmi di dosso tutto ciò da cui sono circondato ogni giorno.

  • Hai poi un’altra grande passione, quella per i profumi. Com’è nata?

È nata grazie a un viaggio. Si dice che da un viaggio ritorniamo sempre un po’ diversi, e questa è una grandissima verità. I viaggi sono il libro più bello e reale che un individuo possa fare nel suo percorso. Tanti anni fa, nel 2008, avevo 18 anni e mi sono regalato un viaggio in Terra Santa. A Gerusalemme il senso che viene maggiormente stimolato è proprio l’olfatto, perché i bazar sono pieni di sacchi aperti, con le spezie che vengono portate dal vento. E poi è pieno di botteghe, che vendono oli essenziali e profumi. E proprio girando nel bazar vicino al Santo Sepolcro, mi sono imbattuto nella bottega di Papa Andrea e l’ho trovato che stava realizzando un profumo a base di gelsomino. Io gli chiesi cosa stesse facendo e lui mi disse che era un creatore di profumi, anche su misura, ed oli profumati per i capelli. E io ho detto: che cosa meravigliosa!

  • Quando e come è diventato un lavoro a tutti gli effetti?

Lì ho comprato qualche essenza, ovviamente, e tornato in Italia ho iniziato a miscelare, ma senza indicazioni, infatti uscivano cose terribili! Poi ho capito, documentandomi, che era un’arte, ma anche una scienza e come tale va fatta con estremo rigore e grandi conoscenze. Ho avuto la fortuna di contattare un’azienda francese straordinaria, che mi ha fornito non solo le prime materie prime, ma anche le prime basi di profumeria, tutto quello che si deve fare per ottenere un accordo olfattivo bilanciato, perlomeno equilibrato. Poi, ho lavorato per un brand italiano molto importante e dopo qualche anno ho sentito l’esigenza di esprimermi, di fare qualcosa di mio.  Ad oggi, oltre ad avere la mia collezione, realizzo anche conto terzi per tutti coloro i quali desiderano appunto esprimere la propria passione o semplicemente realizzare il proprio brand identity attraverso l’olfatto. Sono dei lavori sempre molto lunghi, perché non ne riesce mai subito bene la prima. Bisogna fare della campionature molto vaste, secondo il breast, ovvero l’idea che ti dà il cliente, e in base a quello si fa una selezione per scegliere quello che più lo rappresenta.

(Fonte Instagram)
  • Ad oggi, hai un sogno nel cassetto che non hai ancora realizzato?

Ci vorrebbe un baule per me, non un cassetto! Il mio sogno sarebbe condurre un programma tutto mio, dove si affronta il tema della chirurgia plastica con estrema professionalità. Dove non si debba finire per forza in sala operatoria, ma semplicemente far capire alla persona che il disagio che sta provando non è nel naso che non gli piace, ma magari nel suo trascorso, o in un periodo momentaneo che sta vivendo. Viviamo nell’era dell’immagine…troppo spesso vedo soprattutto le ragazzine che vanno dal chirurgo mostrando le loro foto modificate attraverso i filtri Instagram. Quella non è la realtà, quella è un’apparenza, che non si può declinare nella realtà di tutti i giorni. Ma capitano in mani di chirurghi che si azzardano ad emulare nasi elfici e bocche angeliche, e poi ti ritrovi ragazzine in giro che sembrano tutte uguali. Ecco, mi piacerebbe un programma che vada a dare risalto e lustro alla chirurgia plastica, che è una branca molto importante e fondamentale della medicina, affinché si possa far vedere che un intervento lo si può fare, ma bisogna avere i presupposti seri e veri per affrontarlo.