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Fabrizio Corona non è cambiato: a dirlo è proprio LEI…

selvaggia-lucarelliVorrei capire cosa c’è di rieducativo non nel fargli fare il suo lavoro da un ufficio (che è già un gran privilegio), ma nel permettergli di cavalcare il suo personaggio” si è chiesta Selvaggia Lucarelli su Libero, dove ha dedicato parte del suo editoriale alla riabilitazione di Fabrizio Corona, gradito ospite della comunità di Don Mazzi.

La gossip blogger proprio non riesce a farsi piacere Corona, che descrive come “un personaggio che non è certo un modello di legalità e che viene osannato perché rappresenta il maledetto che a molti piace tanto, quello che dello stato e delle sue regole se ne è sempre fottuto. E che s’è fatto pure due anni di carcere per colpa dei giudici cattivi, perché il tormentone nazionalpopolare “c’è chi ha fatto peggio di Corona e sta fuori” mica ce lo siamo dimenticati“.

Cosa ha fatto scattare la rabbia della Lucarelli? Molto probabilmente l’uscita nelle sale del primo film di/con Fabrizio Corona, “Metamorfosi”.

fabrizio-corona-metamorfosi-film-705125Fabrizio è un detenuto che ora va in giro a fare l’eroe – continua Selvaggia – E dirò di più. Questo non è solo un percorso poco rieducativo per Fabrizio, ma è poco educativo per tutti, perché il messaggio che passa è che tu ti fai beffa della legge e la legge ti permette pure di capitalizzare questa bella attitudine, prima ancora di aver scontato la tua pena”.

Alla prima del suo film, Corona ha spiegato di essere “risorto” dopo aver provato un dolore immenso. Giura di essere cambiato. Ma la Lucarelli non ci crede:La mia sensazione è che Fabrizio rivoglia il suo circo, la sua vita borderline, gli eccessi, i riflettori, la vacuità. Che li rivoglia il prima possibile. Che sia cambiato molto poco. Magari sbaglio, e me lo auguro, ma di sicuro speravo che dopo due anni di carcere gli fosse venuta voglia di altro. Più che un suo recupero tutto questo sembra un recupero crediti. E no. Non bisognava buttare la chiave, ma forse, per fare il suo bene, non era il caso di dargli subito quella di un camerino”.