La mamma di Valeria Solesin: “Antonio Megalizzi come mia figlia”

Antonio Megalizzi e Valeria Solesin
Antonio Megalizzi come Valeria Solesin: parla la mamma di lei

“Antonio Megalizzi come mia figlia Valeria”: le parole piene di dolore
La drammatica storia di Antonio Megalizzi ricorda inevitabilmente quella di Valeria Solesin. Tutti e due avevano solo 28 anni quando sono morti. E, purtroppo, ad accomunarli è lo stesso travolgente, inspiegabile e tremendo destino. Sia Antonio che Valeria sono finiti vittime di un attentato terroristico. Giovani, pieni di vita, belli come il sole. Tutt’e due pieni di prospettive e sogni per il futuro. La loro vita è stata spezzata barbaramente in un attentato terroristico a cui tutto il mondo non sa dare spiegazione. Un gesto folle, macabro e da condannare. Anche se, purtroppo, nessuna condanna porterà indietro le anime di questi due ragazzi.

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Valeria Solesin ed Antonio Megalizzi erano due ragazzi italiani. Ragazzi impegnati, non bamboccioni come qualcuno ama definire i nostri giovani. Valeria ricercatrice, Antonio giornalista. Il loro lavoro era mosso dalla passione, prima d’ogni altra cosa. Valeria ha perso la vita negli attentati di Parigi lo scorso 13 novembre 2015. Era ad un concerto. Un concerto degli Eagles of Death Metal nel teatro Bataclan quando dei folli sono entrati ed hanno cominciato a sparare all’impazzata. Un massacro.

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La madre di Valeria Solesin: “Antonio come mia figlia”

“Antonio come mia figlia, stessa età, stesso orrore. Vorrei conoscere i genitori del killer”: le parole ancora colme di dolore di Luciana Milani, mamma di Valeria Solesin. Ha parlato al Corriere della Sera in un’intervista in cui ha trovato il coraggio di far sentire la sua voce dopo l’ennesima morte ingiusta. Dopo l’ennesimo atto barbaro che ha spezzato vite innocenti. La morte di Antonio Megalizzi non poteva non ricordarle quella di sua figlia. Stessa età, stesso destino crudele ed ingiusto. Poi, la donna ha concluso: “Sono circostanze in cui si rinnova un dolore che non andrà mai via e ci sarà sempre. E’ molto triste. Sapere che cose del genere possono succedere in ogni momento è terrificante. E’ troppo semplice: basta una pistola, un coltello… Se poi la vittima è un ragazzo italiano sentiamo le cose più da vicino, ma non è diverso da quello che è successo a Genova con il crollo del ponte: quante vite sconvolte, quanto dolore…”.

Tante domande, tanto dolore. Quel senso di incognita, quel chiedersi perché fino allo sfinimento. Forse, saranno questi i sentimenti che attanagliano la mamma di Valeria. Gli stessi che, probabilmente, adesso riempiono il cuore dei familiari di Antonio. Uno strazio, a cui il mondo intero dovrebbe opporsi. Ribellarsi, con ogni mezzo necessario.

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