Furto Marco Carta: parla un commesso della Rinascente

Furto Marco Carta: parla un commesso della Rinascente testimone del presunto furto delle sei magliette dal valore di 1200 euro.

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Furto Marco Carta: parla un commesso della Rinascente testimone del presunto furto delle sei magliette dal valore di 1200 euro.

Il cantante Marco Carta, in questi giorni, è finito al centro dei gossip per un presunto furto avvenuto alla Rinascente di Milano.
Si è detto, infatti, che il giovane cantante sia stato addirittura arrestato per furto aggravato. Stando a quanto riporta il sito Ansa, il cantante sardo, in compagnia di una donna d’età superiore ai cinquant’anni, avrebbe rubato circa 6 magliette per un valore complessivo di 1200 euro. Insomma, un’accusa davvero gravissima. Sembrerebbe, infatti, che il sardo avrebbe tolto l’antitaccheggio alle maglie. Ma non una linguetta che, alla sua uscita, avrebbe suonato. E che, di conseguenza, ha comportato l’intervento immediato della Polizia Locale. Nonostante la smentita arrivata sul profilo Instagram del cantante, non si placano le polemiche. Questa volta a parlare è un commesso della Rinascente, testimone dell’accaduto.

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Furto Marco Carta: parla un commesso della Rinascente

Marco Carta è stato completamente assolto da tutti i capi d’accusa in quanto totalmente estraneo ai fatti. La notizia del suo arresto aveva sconvolto tutto il mondo dello spettacolo ed era diventata subito virale. Marco Carta ha precisato di essere estraneo ai fatti e si augura che anche la notizia della sua innocenza diventi virale anche per evitare sofferenze ai suoi cari.
Oggi però a parlare è un commesso della Rinascente, che avrebbe dichiarato di aver notato qualcosa di sospetto, smentendo così le parole di Carta. Il testimone ha dichiarato di aver visto il cantante insieme alla donna mentre prendevano le magliette al primo piano e di averli visti salire con le scale mobili al terzo piano. La donna restava fuori al camerino per passare le maglie a Marco Carta che si trovava all’interno. Finito di passare tutte le maglie, la donna ha dato la propria borsa al ragazzo, che poco dopo è uscito dai camerini senza avere più le magliette tra le mani. Il racconto prosegue:
Seguivo sempre visivamente i soggetti e li vedevo salire con le scale mobili e andare al quarto piano, più precisamente nei bagni adibiti al pubblico, dove ho visto il ragazzo entrare e uscire immediatamente”.
Infine il testimone ha dichiarato di aver visto Marco Carta prendere due costumi da uomo e una volta pagati si è recato al piano terra insieme alla donna. Qui, all’uscita, una volta oltrepassate le batterie anti taccheggio queste hanno iniziato a suonare e i due sono stati fermati.
Insomma, un vero e proprio mistero intorno a questa vicenda. Per conoscere la verità non ci resta che attendere il processo, previsto per metà settembre.