Coronavirus, Gerry Scotti e l’incubo vissuto in Ospedale: “Vedevo persone immobili, intubate, come nei film”

Gerry Scotti racconta al Corriere l’incubo vissuto durante il ricovero in Ospedale per via del Covid: il conduttore ha svelato di essersi scambiato messaggi con Carlo Conti, anche lui in Ospedale.

gerry scotti ospedale
Il famoso conduttore Gerry Scotti racconta il suo incubo vissuto in Ospedale

Gerry Scotti se l’è vista davvero brutta: il noto conduttore ha contratto il Coronavirus ed è stato ricoverato in ospedale. E’ stato un periodo durissimo per il noto presentatore che già ieri, ospite a Deejay Chiama Italia ha raccontato alcuni dettagli di ciò che ha vissuto in questi terribili giorni. Lo ha fatto anche questa mattina tra le pagine del Corriere: la testimonianza di Gerry Scotti servirà a tutti coloro che non credono all’esistenza del virus. Come lui, anche Carlo Conti si è ammalato e da guarito riesce finalmente a raccontare quanto si tratti di un virus subdolo e di quanto lui ne abbia sofferto. Torniamo al famoso conduttore di Caduta Libera o volto noto di Tu Si Que Vales: cosa ha raccontato Gerry Scotti? Vi riportiamo tutte le sue parole.

Coronavirus, Gerry Scotti e l’incubo vissuto in Ospedale: “Vedevo persone immobili, intubate, come nei film”

Gerry Scotti questa mattina di 18 novembre ha rilasciato una lunga intervista tra le pagine del Corriere. Il noto conduttore televisivo ha raccontato il suo ricovero in Ospedale per via del Covid: è arrivato fino all’anticamera della terapia intensiva, una sala attigua a quella in cui vengono intubati i pazienti. “Vedevo 24 persone immobili, intubate, come nei film di fantascienza. Pregavo per loro invece che pregare per me” racconta Gerry. Al secondo controllo al Covid Center dell’Humanitas a Rozzano, è stato consigliato al conduttore di restare in Ospedale perchè aveva tutti i parametri sballati come fegato, reni e pancreas, ha spiegato al portale. “Ero già nell’unità intensiva, perché quando entri nel pronto soccorso del Covid Center non c’è l’area rinfresco, l’area macchinette, l’area vogliamoci bene: si apre una porta e da lì in poi vedi tutto quello che hai visto nei peggiori telegiornali della tua vita. Sono diventato verde, ho sudato freddo”.

Scotti ha spiegato di esser stato rincuorato dai medici che lo invitavano a non preoccuparsi. Lo hanno messo in una stanza vicino la terapia intensiva così da attaccare il corpo a strumenti per monitorare la sua salute. Il racconto del conduttore è da brividi: “Ero in una stanzina, di là c’era la sliding door della vita di tantissime persone. Con due altri pazienti ci strizzavamo l’occhio, dai che ce la fai. Ho appurato, stando lì, due notti e un giorno, che quella era l’ultima porta. Quando ho raggiunto lo stadio massimo di necessità di assistenza mi hanno fatto indossare il casco salvifico. E’ l’ultimo step indolore della terapia prima che ti intubino. Per un paio di giorni a orari alterni ho dovuto indossarlo anche io, è stato un toccasana. L’avevo visto in tv, letto suoi giornali, mi sembrava fantascienza“.

A tenergli compagnia i messaggi con Carlo Conti

Durante il ricovero Gerry Scotti ha raccontato di essersi scambiato messaggi con Carlo Conti, anche lui ricoverato per Covid. Il conduttore ha spiegato che tra i due colleghi c’è stato uno scambio di messaggi, essendo entrambi nella stessa condizione di salute. Alla domanda sui negazionisti, Gerry ha proposto di metterli in quella stanza, almeno un’ora: “Sicuro cambiano idea“.