Funivia Mottarone, “Il freno non è stato attivato volontariamente?”, “Sì, l’hanno ammesso”

Funivia Mottarone, si scoprono nuovi retroscena sull’accaduto: una vera e propria tragedia…

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Mottarone, funivia ultime notizie

Si continua a parlare di quanto accaduto con la Funivia Stresa-Mottarone. Una tragedia, in cui hanno perso la vita diverse persone e che continua a presentare dei risvolti incredibili. “Il freno non è stato attivato volontariamente? Sì, sì, lo hanno ammesso”, dice l’ufficiale dell’Arma ai microfoni di Buongiorno Regione, programma in onda su Rai Tre. “C’erano malfunzionamenti nella funivia, è stata chiamata la manutenzione, che non ha risolto il problema, o lo ha risolto solo in parte. Per evitare ulteriori interruzioni del servizio, hanno scelto di lasciare la ‘forchetta’, che impedisce al freno d’emergenza di entrare in funzione”.

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Si è trattato di una scelta consapevole: la decisione di non attivare i freni è stata presa, appunto, consapevolmente. “E’ stata un’ammissione consapevole”, queste le dichiarazioni di Olimpia Bossi, procuratore di Verbania. E’ stato inserito un forchettone nel freno d’emergenza dell’impianto proprio per ovviare ai continui problemi che si presentavano.

Il procuratore ha poi aggiunto: “Credo che l’impianto, gestito dalla società, abbia plurimi dipendenti”, continuando così: “Verificheremo se anche il personale sapeva, il che non significa che fosse una loro decisione”.

Insomma, la tragedia in cui hanno perso la vita ben 14 persone pare abbia già dei colpevoli. Le tre persone, che sono state poste in fermo proprio questa notte, hanno ammesso le proprie colpe.

Eitan Biran, l’unico sopravvissuto, di soli 5 anni, al momento sembra stia riacquistando coscienza. Si è svegliato per alcuni attimi, secondo quanto riportato dal personale medico. La sua famiglia, purtroppo, non ce l’ha fatta. I medici hanno anche aggiunto che i primi segnali dati dal bambino, al suo risveglio, sono incoraggianti. Accanto a lui, ora, c’è sua zia. Il bambino è ricoverato al reparto di rianimazione dell’ospedale infantile Regina Margherita di Torino.