Bambina picchiata dal compagno, la mamma: “Provo solo odio per lui”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:28
Sara, mamma della bambina picchiata
Sara, mamma della bambina picchiata a Roma parla a Pomeriggio Cinque

Bambina picchiata dal compagno, la mamma: “Provo solo odio per lui”
Fa rabbrividire la storia della bambina picchiata e martirizzata a Roma, nella zona dei Castelli Romani. A picchiarla è stato il compagno della mamma, Federico Zeoli, che adesso è già in una misura di custodia cautelare. Già, perché ha confessato tutto. Dopo aver cercato di nascondere alla sua compagna, alla fine è crollato.

A Pomeriggio Cinque, durante la trasmissione condotta da Barbara D’Urso, è intervenuta proprio Sara, la mamma della piccola che adesso si trova in Ospedale, al Bambin Gesù di Roma: “Non sto bene, a pensare che mia figlia sta lì e che lui le abbia fatto del male. La gente pensa che sia io la persona cattiva. Io provo solo e soltanto odio per lui”.

Sara, la mamma della bambina picchiata a Roma

Sara ha 26 anni ed ha tre bambini avuti da una precedente relazione. Tutte e tre femmine, due gemelle. La più grande ha 5 anni e l’ha concepita quando aveva 16. Alla fermata del bus, è lì che ha conosciuto il ragazzo che adesso si ritrova in carcere per aver aggredito la piccola.

“Volevo cambiare vita. Avevo dei problemi e volevo avere una vita migliore. Ho conosciuto lui, ci siamo scambiati il numero. Abbiamo cominciato a vederci e ci siamo innamorati. Da lì abbiamo convissuto per due mesi fino al giorno in cui è successo questo. Eravamo io, lui e le tre bambine”. Poi, Barbara D’Urso le chiede del suo problema all’occhio: “A 14 anni ho perso la vista per dei conati di vomito, mi si è staccata la retina. Il padre delle bambine non mi ha mai accoltellato, non è mai stato violento. Vuole bene alle bambine anche se tra me e lui ci sono stati dei litigi”.

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Cosa è successo quella sera con la bambina?

Barbara D’Urso, poi, le chiede cos’è successo quella sera e Sara ha cominciato a spiegare anche se a fatica: “Ero da mio padre quando Federico mi ha chiamato dicendomi che la bambina aveva bevuto dell’acqua e dopo poco aveva rigettato tutto, anche la cena. Mi sono fatta accompagnare a casa da una mia amica, era verde. Verde di ematomi e morsi. L’abbiamo portata in ospedale e i medici, nel vedere gli ematomi, mi hanno subito chiesto cosa fosse successo. Io ho raccontato la mia versione, ovvero che non ero a casa. La polizia è andata subito a controllare le altre due bambine che erano con lui”.

Stando al racconto della mamma, la polizia ha chiesto: “Cosa è successo? La bambina è piena d’ematomi”. Lui ha subito confessato: “Piangeva e l’ho picchiata finché non ha smesso di respirare. Nei suoi confronti provo solo odio. E’ mia figlia. Non si fa, non si toccano i bambini”.